EROTICA FUTURISTA 26: Venere sul Capricorno

EROTICA FUTURISTA 26: Venere sul Capricorno

Per Marinetti, Corra, Terra e la gran parte dei futuristi, il sesso non è una cosa poi così complicata. La lotta senza tregua fra maschile e femminile trova la sua felice conclusione nel piacere e l'unico ostacolo da superare sono i pregiudizi e le convenzioni sociali. Al contrario Ruggero Vasari ne indaga l'aspetto oscuro, tutta l'inquietudine delle perversioni e degli eccessi: il sesso è un'esperienza dolorosa, tormentata da desideri contrastanti e fantasie innominabili da cui si dipende come da una droga. La stessa ambivalenza si presenta nell'idea della macchina, esaltata e insieme aborrita come potere di dominio sulla natura. Non è un caso che fra L'angoscia delle macchine (1925) e Raun (1932, vedi anche in questo blog: Le macchine morte di Raun), ci siano le poesie di Venere sul Capricorno (1928), dove Vasari mette in scena i suoi fantasmi. Perché poi in fondo a tutto c'è il rapporto con la femminilità, percepita come istinto e potenza della natura da dominare…

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EROTICA FUTURISTA 25: Amori immaginisti di Dino Terra

EROTICA FUTURISTA 25: Amori immaginisti di Dino Terra

Si chiamano Dino Terra, Vinicio Paladini, Umberto Barbaro, Antonio Fornari, Elena Ferrari, Ivo Pannaggi, Aldo Ronco fra gli altri. Sono comunisti, anarchici o socialisti (a Roma, nel 1927), stanno a mezzo fra Dada e Futurismo, sono italiani che guardano alle avanguardie internazionali. Fanno un giornale, «La Ruota Dentata», che dura un solo numero e girano intorno al Teatro degli Indipendenti di Bragaglia, Anton Giulio che rimproverava al regime di mostrarsi rivoluzionario in tutto meno che a teatro. E' una stagione breve finché durano i soldi che ci mette Terra, gli spettacoli commissionati da Bragaglia, qualche finanziamento forse dall'ambasciata russa a Roma - tramite l'ambasciatrice Elena Ferrari - e qualche altra risorsa trovata chi sa come. In questo clima Dino Terra scrive Riflessi, mettendoci ogni provocazione possibile al linguaggio e alla morale convenzionali: “Poi, mentre ella riposava resupina, aveva cominciato ad assaporarla come se fosse stata un’ingenua monachetta, lui tramutatosi in esperta badessa. E per completare le sensazioni di questa finzione…

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Design del libro e storia dell’industria

Design del libro e storia dell’industria

Dal 7 al 9 marzo saremo a Milano, a Palazzo della Borsa in Piazza Affari per la mostra dei Libri antichi e rari. Presenteremo una scelta di opuscoli pubblicitari italiani insieme a libri e documenti dell'avanguardia storica dal futurismo all'arte concettuale insieme all'ultimo catalogo: Design del libro e storia dell'industria. Opuscoli e frammenti pubblicitari italiani 1900 - 1960 scaricabile on line. Questo catalogo descrive e illustra opuscoli, libri e frammenti della pubblicità in Italia fra il 1900 e il 1960, ordinati cronologicamente per data di pubblicazione, mettendo in evidenza i nomi dei grafici e quello delle aziende. Separatamente dalle schede ci sono brevi testi di approfondimento tratti dalla rete internet ed elaborati confrontandoli coi documenti. Il problema della schedatura di questo materiale è che gli opuscoli pubblicitari raramente sono datati, e ancora più raramente fanno menzione dei loro creatori, grafici e agenzie a cui furono commissionati. Nati quasi sempre per un obiettivo immediato, presentare o vendere un prodotto, la loro…

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EROTICA FUTURISTA 24: Terrore-amore senza fine

EROTICA FUTURISTA 24: Terrore-amore senza fine

Come sollecitare una sensibilità ormai anestetizzata da ogni genere di comodità e di vizio? La risposta di Marinetti è semplice e diretta nel racconto Terrore-amore senza fine pubblicato su LA RIVISTA ILLUSTRATA DEL POPOLO D’ITALIA Anno VI n. 12 (Milano, dicembre 1927) che rielabora un testo precedentemente apparso. Mario Sironi copertina per LA RIVISTA ILLUSTRATA DEL POPOLO D'ITALIA Anno VI n. 12, Milano, dicembre 1927 La testatina del titolo e le due immagini che lo accompagnano, oltre alla copertina del fascicolo, sono di Mario Sironi, un sardo trapiantato a Roma che andava a scuola da Giacomo Balla, ed era amico di Severini e Boccioni, che era stato in guerra da volontario con gli altri amici futuristi e nel 1920 aveva sottoscritto il manifesto Contro tutti i ritorni in pittura. Poi però lui ritornò, nel 1922 col gruppo di pittori del Novecento, sotto l'ala protettrice di Margherita Sarfatti, e la sua figurazione che non cadeva nell'estremismo futurista avanguardista non dispiacque al…

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EROTICA FUTURISTA 23: Scatole d’amore in conserva

EROTICA FUTURISTA 23: Scatole d’amore in conserva

Per uno che i soldi li spendeva tutti comprando opere di giovani sconosciuti e finanziando iniziative incomprensibili per le mummie della cultura ufficiale, era indispensabile riciclare. Così Scatole d'amore in conserva, lo dice già il titolo, raccoglie cose già pubblicate, a parte un racconto e l'ultima parte dell'Autobiografia. Questo testo era già stato pubblicato nel 1920 ne Il delizioso pericolo e poi nel 1925 per la rivista Novella, sotto il titolo che lo definiva Caffeina d'Europa: “A che pro presentarmi al pubblico? – Diranno i miei amici… Marinetti è presentato a tutti i pubblici d’Europa, che lo conoscono perfettamente in tutti i suoi svariati atteggiamenti, sorprendenti, spavaldi, temerari, ma sempre sinceri... Ringrazio le forze che presiedettero alla mia nascita e alla mia adolescenza, perché mi hanno, fino ad oggi, evitata una delle peggiori disgrazie che possano capitare: la Monotonia. Ebbi una vita tumultuosa, stramba, colorata. Cominciai in rosa e nero; pupo fiorente e sano fra le braccia e le mammelle…

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Dal museo archeo-ideologico: un battello di Pompeo Mariani (con una canzone di Toquinho)

Dal museo archeo-ideologico: un battello di Pompeo Mariani (con una canzone di Toquinho)

Perché le avanguardie c'erano già, inaugurate da Marinetti e il futurismo, ma lui continuava a dipingere  il vero "nel modo più fedele" e rimane il più grande pittore di marine al mondo. Si era definitivamente trasferito a Bordighera tra il 1908 e il 1910, girava tra San Remo e Montecarlo e i suoi quadri sono pieni di donne eleganti e signori al bar, passeggiate, sale da gioco. Alla fine però l'immagine che domina è quella del mare. Liguria terra impareggiabile. La comprammo insieme mio fratello Bruno e io, ad Angelo Enrico, il figlio di Franco, quelli delle Gallerie Enrico, fra i migliori mercanti di pittori ottocenteschi. Era il 1996, l'anno della mostra delle «Opere dallo studio di Bordighera» organizzata dagli Enrico nella galleria che avevano a Milano in via Manzoni. Angelo era un ragazzo di vent'anni o giù di lì ma reggeva il confronto con i più raffinati e smaliziati mercanti. Sveglio svelto intelligente agile brillante. Comprammo il piccolo dipinto…

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EROTICA FUTURISTA 22: L’uomo senza sesso

EROTICA FUTURISTA 22: L’uomo senza sesso

Fillia ovvero Luigi Colombo fu l'animatore del futurismo a Torino negli anni Venti e Trenta. Pittore architetto grafico poeta era il prototipo dell'artista d'avanguardia. La sua produzione erotica si concentra fra il 1925 e il 1927: Lussuria radioelettrica, La morte della donna, L'ultimo sentimentale, L'uomo senza sesso sono i titoli prodotti in questo periodo. Erano previsti anche: Femmine in smoking, Quarta dimensione del cuore e Subcosciente, che non furono mai pubblicati. Fra questi L'uomo senza sesso è il più dirompente: c'è tutto, il bel mondo la politica lo sport, l'industria - l'arte non è indispensabile. Nina Sereni è la donna nuova libera dal moralismo e dalla condanna alla maternità, libera dai modelli imposti di eleganza, educazione e convenienza, libera dall'ossessione dell'uomo compagno di vita e dallo stesso femminismo modello altrettanto imbecille. Se le piace qualcuno si offre, e lo molla quando ne è annoiata: per andare d'accordo con lei un uomo deve semplicemente essere quel che è, l'amore non è…

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EROTICA FUTURISTA 21: Marvana o della vanità d’amore

EROTICA FUTURISTA 21: Marvana o della vanità d’amore

Nel 1927 Mario Carli pubblica una riedizione del suo antiromanzo Retroscena (1915) riveduta e molto ampliata con il titolo di Marvana. Mistero d’amore (Milano, Alpes, 1927). Dandy, teppista, ardito, legionario fiumano, Carli aveva fatto e faceva della sua vita un romanzo: tanto più facilmente poteva permettersi di seppellire la letteratura insieme all’amore sentimental-borghese: “Fra poco di questo vecchio mondo sentimentale non ci sarà più nemmeno il ricordo, e solo qualche incancrenito professore di Università verrà a ficcare i suoi occhiali affumicati fra le macerie di questa rovina... Uomo dell’avvenire, io sono passato stasera distrattamente in questo avanzo di passato, e ho sentito il mio cuore stringersi di rammarico. Che forse tornerei a questi amori? No; è, credo, la pietà per tutto ciò che muore e che deve morire... Vecchie dame, stucchi sbiaditi, poltrone crollanti, fiori secchi... nell’uscire da questo salotto dove ormai le candele sono quasi tutte distrutte, posso ben concedervi un sospiro, uno solo, e andarmene poi, io uomo…

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EROTICA FUTURISTA 20: Vasari la donna la macchina

EROTICA FUTURISTA 20: Vasari la donna la macchina

Ruggero Vasari pubblica nel 1923 La mascherata degli impotenti ed altre sintesi teatrali (Roma, Edizioni “Noi”, 1923), con bellissime xilografie di Enrico Prampolini. Tre sintesi sono originali - quella che dà il titolo alla raccolta, Barriera e Il figlio, le altre tre erano state pubblicate nel 1921 nella raccolta Tre razzi rossi (vedi in questo blog: http://www.arengario.it/?p=161). Ruggero Vasari, La mascherata degli impotenti, Roma, Edizioni Noi, 1923. Disegno di Enrico Prampolini per la sintesi teatrale Il figlio Impotenti che si mascherano sono gli artisti che sublimano l'appetito sessuale nella poesia: è un viaggio allucinante nella psiche: Silla e Tea artisti e amici vorrebbero semplicemente far l'amore ma ciascuno vede nell'altro molto di più che non un corpo. Vedono il padre e la madre l'eterno l'orrore la beatitudine: come si fa a prendere piacere l'uno dall'altro con tutti questi pensieri? Non c'è niente di più umano che non il desiderio e la curiosità per un altro corpo, per quella diversità e…

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Dal Museo Archeoideologico: Gaznevada una storia bolognese

Dal Museo Archeoideologico: Gaznevada una storia bolognese

La storia comincia a Bologna durante il convegno contro la repressione del settembre 1977, quando un gruppo denominato Centro d'Urlo Metropolitano pubblica per l'occasione su una cassetta collettiva la canzone Mamma dammi la benza. Ma tutto era nato alla fine del 1976 nella casa occupata di via Clavature al numero 20: la Traumfabrik, come la battezzò Filippo Scozzari il fumettaro. Una casa che i sogni li fabbricava davvero, dove si davano appuntamento disegnatori, musicisti, fotografi, video maker, in una miscela esplosiva di politica arte stili di vita alternativi. Alessandro Raffini (Sandy Banana poi Billy Blade) suona il sax, Gianpietro Huber (Johnny Tramonta poi Hal Capra) il basso, Marco Dondini (Bat Matic) la batteria, Giorgio Lavagna (Andy Droid poi Andrew Nevada) è il cantante solista, Ciro Pagano (E. Robert Squibb) alla chitarra e Gianluca Galliani (Nico Gamma) alle tastiere. I primi a criticarli sono i compagni della sinistra sia istituzionale che non, perché i compagni non possono vestirsi da fascisti, non…

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