Un esperimento didattico

Un esperimento didattico

Ascoltami, i poeti laureati si muovono soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti ... Qui delle divertite passioni per miracolo tace la guerra, qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza... Eugenio Montale da: I limoni (Ossi di Seppia, 1925) . I ragazzi avevano invaso il giardino. Chi sdraiato chi seduto chi in piedi. Esercizio didattico di lingua inglese: lasciarsi investire dalla quiete e dal silenzio, prestare attenzione a quanto sarebbe accaduto in quel tempo sospeso. Infine registrare sulla carta le tracce dell’esperienza. Questo piccolo libro ne è la raccolta e viene pubblicato in una collana di poesia: la poesia non è la prerogativa di un poeta, ma l’insieme di tutte le voci, di tutte le prospettive, è il modo come l’essere umano diviene consapevole della propria relazione con la natura e l’ambiente in cui vive. Non ci si laurea poeti: la poesia c’è già, non ci è mai stata estranea, i poeti ne sono i trovatori. E non si dica che…

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Lettera a Vincenzo Sparagna sui disegni che non piacciono

Lettera a Vincenzo Sparagna sui disegni che non piacciono

  Caro Vincenzo, posso dire che i tuoi disegni non mi sono mai piaciuti? Anche adesso scorrendo i duecentocinquanta del tuo Fantasticherie. E allora mi concentro sulla storia che li accompagna, un "viaggio immaginario alla ricerca di me stesso". Una storia sintetica che sarebbe piaciuta a Marinetti e densa come la commedia di Dante o di Balzac. Come si fa a mettere in galera un uomo così, chiedeva al mondo intero Andrea Pazienza disegnando il tuo ritratto, ecco, allo stesso modo oggi chiedo a tutti come si fa a non volerti bene. Si legge d'un fiato la tua storia: un giro del mondo in duecento pagine, da Napoli alle Ande, le donne i cavalier l'arme gli amori, le letture i debiti gli amici, le sentenze. Nei momenti più belli e in quelli più dolorosi niente ha potuto cambiare la tua volontà di felicità e di bellezza. Come hai fatto Vincenzo? Anche oggi nell'orrore riesci a sorridere, non come me che al…

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Ricordo di Adolfo Natalini

Ricordo di Adolfo Natalini

Adolfo Natalini se n’è andato dalla vita il 23 gennaio. Se penso a Firenze penso a lui, a una veduta della città da non so che ristorante in collina, il sole tra la verzura e l’azzurro, le cose buone da mangiare un bicchiere di vino, i muri della sua casa al confine con Fiesole, armoniosa di spazi e tradizioni - saggezza di architetture nate dal bisogno e dal desiderio. Non riesco a immaginare Natalini in un giorno di pioggia. Non conosco linee più eleganti di quelle che lui ha tracciato sui quaderni di lavoro del Superstudio, progetti come ombre delle idee che riconciliano coi deserti e l’inesorabilità del tempo - ma non cercate equivalenti di cemento, non c’è niente di somigliante al mondo. Sono visioni, molte delle quali ho appeso ai muri di casa come specchi per la mente. Certo tutto questo è il suo regalo a chi rimane, le cose dell'intelligenza tornano al paradiso da cui provengono. Ma lui se n’è andato…

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Il porto dell’amore. Poesia e rivolta di Fiume dannunziana

Il porto dell’amore. Poesia e rivolta di Fiume dannunziana

Il “porto dell’amore” è Fiume tra il 12 settembre del 1919 e il Natale di sangue del 1920. Così Giovanni Comisso titola la cronaca lirica della propria esperienza: “Tu devi sapere che sei giunto in una città pericolosa per i tuoi giovani anni. Qui si fa senza alcun ritegno tutto ciò che si vuole. Le forme di vita più basse e più elevate qui s’alternano non altrimenti che la luce e le tenebre...”. Quando il 12 settembre 1919 Gabriele D’Annunzio entra a Fiume senza il minimo incidente, mentre gli alleati se ne vanno col rispettoso saluto degli arditi, la città comincia a vivere come in un incantesimo. L’impresa fu da subito un evento senza controllo e senza direzione strategica: (l’annessione all’Italia più che un obiettivo fu un sentimento diffuso che aboliva distinzioni politiche e sociali, ma per chi voleva fare la rivoluzione, o “vivre sa vie” - per usare il motto anarchico della banda Bonnot -, fu un semplice pretesto.…

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Il «Bollettino Ufficiale» del Comando di Fiume d’Italia

Il «Bollettino Ufficiale» del Comando di Fiume d’Italia

Tra febbraio e settembre del 1920, il «Bollettino Ufficiale» del Comando è la fonte che ne registra gli atti ufficiali, le iniziative e i comunicati: "La pubblicazione di questo Bollettino Ufficiale è stata decisa dal Comando di Fiume d'Italia per la constatata necessità di fornire agli amici della causa fiumana dati di fatto ed elementi sicuri di giudizio circa gli avvenimenti che si svolgono nella città Olocausta e le intenzioni vere di chi sopporta la responsabilità della situazione..." (dal testo di presentazione del n. 1, 4 febbraio 1920). Gabriele D'Annunzio ne è il principale redattore: di fatto comincia qui la "narrazione" dell'impresa fiumana promessa in un discorso del 16 settembre 1919 ai legionari: "Miei soldati, miei compagni per la vita e per la morte, [...] io prendo sopra di me ogni accusa, ogni colpa. E me ne glorio. Io copro ciascuno di voi con la mia persona. Io mi faccio mallevadore della vostra immunità. [...] Nella mia prossima narrazione tutti i vostri nomi saranno…

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Nota al convegno: «Fiume 1919-2019. Un centenario europeo tra identità, memorie e prospettive di ricerca»

Nota al convegno: «Fiume 1919-2019. Un centenario europeo tra identità, memorie e prospettive di ricerca»

Che ne sarà di questo centenario? Da Trieste a Palermo si annunciano mostre e commemorazioni ma il cuore rimane la casa del poeta, il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, dove per la prima volta, insieme a studiosi di tutto il mondo, sono stati accolti i rappresentanti della città di Fiume, oggi Rijeka. Così, dal 5 al 7 settembre, si è svolto il convegno internazionale di studi fiumani. Un convegno importantissimo perché per la prima volta studiosi italiani e croati hanno avviato la costruzione di una storia condivisa. Le conseguenze di questo approccio sono state da una parte l’acquisizione di nuovi materiali e prospettive di studio e dall’altra l’emergere di un nuovo “fare storiografico”, che va oltre le ragioni e il decorso dell’impresa dannunziana per investire l’attualità e il senso stesso della storiografia. Questo centenario non può celebrare un trionfo - che tocca di diritto a qualche vincitore - ma solo la grazia e la poesia che affida alla nostra…

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La Main à Plume

La Main à Plume

La main à plume vaut la main à charrue. (Arthur Rimbaud, Une saison en enfer) Voici les messages de gens enfermés eux-mêmes dans une bouteille à la mer, messages secrets de gens (dont plusieurs sont morts ou disparus) qui étaient forcés d'écrire «poésie» pour dire «révolution». (Avenir du Surréalisme, Le Quesnoy, Quatre Vingt et Un, gennaio 1945). Erano trotzkisti e ventenni per la gran parte e rappresentarono in Francia la resistenza intellettuale all'occupazione nazista. Vale la pena di ricordarne qualcuno, almeno per nome: Jean-François Chabrun, il teorico del gruppo, partigiano, Noël Arnaud, cofondatore insieme a Jacqueline De Jong della seconda internazionale situazionista, Maurice Blanchard, ingegnere, croce di guerra per la resistenza, Gérad de Sède, partigiano e scrittore di “pseudo storia” dal Santo Graal ai Rosa-Croce, Marc Patin, poeta, deportato nei campi di lavoro in Germania dove muore di polmonite il 13 marzo 1944, Robert Rius, scrittore, catturato dalla polizia, torturato e giustiziato il 21 luglio 1944 per non aver collaborato, insieme…

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ED.912 – Manifesti azioni edizioni

ED.912 – Manifesti azioni edizioni

...il quarantotto... ...il sessantotto... ...le pitrentotto... (Rino Gaetano, Nuntereggaepiù, 1978) “Per prima cosa archiviare volantini e giornali. Non fare come nel sessantotto tuttodisperso. Per prima cosa raccogliere la memoria. Paura che finisca tutto senza documenti...”, c’era scritto su uno strano giornale il 23 marzo 1977. Il giornale si chiamava OASK?!, chi erano gli autori? Olivier? Pablo? Fanale? Oh! Claudia? Un gruppo di amici romani si era autostoricizzato con la sigla “indiani metropolitani” e quello era il loro manifesto. Insieme alle prime risate rosse, le felci e i mirtilli, i lama che stanno in Tibet, l’unica preoccupazione era questa: conservare volantini manifesti fogli di giornale etichette fotografie bigliettini: la carta stampata mezzo di comunicazione e insieme reperto archeologico, salvare cose talmente fragili dallo scorrere dei secoli e da roghi sempre possibili. Oggi è diverso. L’era di Gutenberg è tramontata con i file pdf che rendendo superfluo il processo meccanico hanno rimpiazzato la pratica della stampa con la sua eterna possibilità. Nell’era…

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Sarenco è vivo?

Sarenco è vivo?

L'11 gennaio sono arrivato tardi all'inaugurazione di «Sarenco è vivo», così non ho potuto fotografare l'azione di Giovanni Fontana, ho solo potuto sentirne l'ultimo grido. Lo stesso grido con cui è cominciata l'azione di Julien Blaine. Gli eroi greci gridavano quando sentivano dolore, ed erano grida strazianti come quelle che torcono la bocca e i muscoli del Laocoonte. Quando moriva un amico invocavano il suo nome affinché risuonasse anche nel regno delle ombre. Dopo aver invocato il nome dell'amico Sarenco, Julien Blaine ha cercato di stabilire un contatto col mondo oscuro spargendo sopra un telo forme di lettere su cui ha spruzzato della vernice bleu. Ha poi accuratamente spostato ai margini le forme di lettere con una scopa e sul telo sono rimaste le parole come in un vaticinio, la risposta di Sarenco che Julien ha letto a piena voce: SDRITIULL... POKILASF... OPRUI... ALKITERRR... XIPOLTAA... Il contatto e’ stato interrotto dall’applauso delle persone intorno, e due porte si sono aperte:…

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Il lauro e l’album

Il lauro e l’album

Chi era Elena Ferrario? Sappiamo che fu legionaria dell'associazione delle "Sorelle dei legionari di Fiume e Dalmazia" e che sposata prese il cognome "Amich", niente altro. Di lei è rimasto questo piccolo album di ricordi, un frammento quanto prezioso della sua vita e della sua persona. Dai frammenti, dai relitti degli anni e dei secoli ricostruiamo una archeologia fuori da ogni scienza o spettacolo museale, una archeologia povera, umana, capace di restituirci la percezione che quell’evento, quella storia personale con tutti i suoi intenti e le speranze, felicità passione disperazione, furono inimitabili, e ancora ci parlano e premono per farsi ascoltare, comprendere e amare. Quanto fosse prezioso per Elena questo album è evidente già dalla elegante legatura in marocchino, e dalla dedicatoria iniziale che lo inaugura: l'autografo del tenente dell'aviazione Antonio Locatelli, tre medaglie d'oro al valore militare (l'unico nella storia italiana) e fedele compagno di Gabriele D'Annunzio nel volo su Vienna - "il mio leone di guardia" lo aveva definito…

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