Dal Museo Archeoideologico: chi Fiume ferisce di Fiume perisce

Dal Museo Archeoideologico: chi Fiume ferisce di Fiume perisce

. "Chi Fiume ferisce di Fiume perisce" è il motto dannunziano che ricorda l'unica repubblica mai governata da un poeta: olocausta, città di vita, porto dell'amore. Oggi si chiama Rijeka ma che importa. Per più di un anno fu il faro di tutte le rivolte del mondo, dall'Irlanda, all'Egitto alla Russia dei Soviet. Lo slogan apparve sul Bollettino del Comando di Fiume,  Anno I n. 23, 17 giugno 1920, in un articolo di D'Annunzio riferito ai fatti di Roma del 24 e 25 maggio 1920: difficile stabilire se lo striscione fu stampato in maggio o in giugno, ma certamente quello è il periodo. L'esemplare che ho viene dal Cairo dove Nelson Morpurgo aveva ereditato dal padre lo studio d'avvocato, costretto a rifugiarvisi coi suoi ricordi nel 1939 dopo l'emanazione delle leggi razziali, lui legionario fiumano ebreo futurista e fascista di sinistra. Dopo la guerra ritornò in Italia definitivamente. Fra i documenti che la moglie Edmea conservava questo striscione era forse il più struggente, e lei col suo garbo di gran signora…

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Dal museo archeoideologico: una foto di Furio

Dal museo archeoideologico: una foto di Furio

Alla fine degli anni Settanta i sacrifici reclamati da tutti i partiti dell'arco costituzionale non furono più necessari: l'inflazione era esplosa in fiumi di denaro - che nel 2008 avremmo scoperto essere virtuale - e si aprì l'epoca yuppie, paninara e tamarra. L'Italia tornava a ridere col Drive In mentre la tanto osteggiata abolizione della scala mobile - proposta e attuata dal P.S.I. di Craxi -  sembrava destinarci a magnifiche sorti e progressive. In un angolo della mia libreria, tra Shaftesbury e Hume conservo in una piccola teca di plexi questa foto di Furio del 1980. Non ci sono tracce di Furio Bettinzoli sul web, a parte una fotografia che avrebbe dovuto esserci ma non si può visualizzare: il ritratto di un ragazzo, datato 1984. Il ragazzo si chiamava Roberto Covre. Roberto l'ho conosciuto nel 1978/1979, e me lo ricordo bene perché mi aveva incuriosito il gusto musicale che gli faceva preferire su tutto appaiati Renato Zero e Johann Sebastian Bach. Sarebbe troppo lungo spiegare cosa ci…

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MOMMA (Mon Musée M’Amuse): il mio museo archeoideologico

MOMMA (Mon Musée M’Amuse): il mio museo archeoideologico

Il mio piccolo museo archeoideologico l'ho battezzato MOMMA (Mon Musée M'Amuse). Son fatto di quelle cose: mi specchio mi ritrovo lì, con piacere e immodestia. Ho un poco più di comprensione per me, sopporto più serenamente la mia inattualità. Bevendo un caffè nella sua casa consacrata al Novecento, il mio amico Giampiero un giorno mi ha detto: "Questo che vedi sarà il mio sarcofago". Danari trasformati in libri carte  oggetti immagini che evocano momenti irripetibili e ci accompagneranno quando ce ne andremo dalla vita, loro per farsi amare e continuare la loro esistenza di reliquie, noi nel vento. Non occorrono troppi soldi ma qualche rinuncia qualche disfatta un po' di dolore e di fortuna. Il museo ospita quel che di te restituisci al mondo ma molto più bello e migliore, una vita inimitabile. http://www.arengario.it/category/museo-archeoideologico/

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