Che profumo quei libri, e una carica disperata

Che profumo quei libri, e una carica disperata

“Lungo il dolce pendio che conduceva alle posizioni inglesi avanzava una foresta semovente - nera, unita, densa, ondeggiante… Andavano avanti, sempre avanti, massa possente, compatta, impossibile a spezzare, sferzata dalla fucileria, crivellata dalla mitraglia, avanzando come una marea nera e pesante che già lambiva le batterie britanniche…” (Arthur Conan Doyle, Come il brigadiere si comportò a Waterloo [Brigadier Gerard at Waterloo, 1903], traduzione italiana di Beatrice Boffito Serra, in: Piero Pieroni e Betty Liberio, Avventura, Firenze, Vallecchi, 1964. Illustrazioni di Leo Mattioli). Sì, caro Giampiero, la “carica disperata e inane” di cui parli nell'ultimo libro Che profumo quei libri (Firenze, Bompiani Editore, febbraio 2018), è l'omaggio che rivendichi per la tua dedizione, proprio come l’incedere dei veterani della Guardia a Waterloo. "Venite a vedere come muore un soldato di Francia..." urlava il maresciallo Ney in mezzo allo sfacelo brandendo un moncone di spada. La rifrazione di quella immagine mi ha obbligato a cercare un libro sepolto tra gli scaffali. Un libro…

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James Lee Byars e Rino Gaetano

James Lee Byars e Rino Gaetano

  In comune non hanno solo il cilindro, il dandy venuto dai bassifondi della Paradise Valley e il ragazzo calabrese trapiantato a Roma. Certo, il Giappone e la storia della filosofia da una parte, il '77 e il cielo è sempre più blu dall'altra, sembrano mondi talmente distanti. In ogni caso ci sono tonnellate di dotte interpretazioni che spiegano tutto sul perché il per come l'in quanto e tutti i reconditi significati delle loro parole opere e omissioni. Uno che scrive con un dito I- L-O-V-E -Y-O-U nell'aria all'incontrario e l'altro che ama un fratello che è figlio unico (Mario o Mariù?) secondo me hanno molto in comune. Per farla breve io credo che James Lee Byars avrebbe cantato volentieri una canzone come Mio fratello è figlio unico e che Rino Gaetano avrebbe interpretato alla grande una performance come The Perfect Love Letter. C'è una canzone che Rino Gaetano ha scritto per sé e rimase inedita: I miei sogni d'anarchia,…

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Melodramma bibliografico

Melodramma bibliografico

“Vado raccogliendo libretti per musica da oltre 50 anni ed avendone ormai una collezione di più di 32.000 mi lusingo di poterne dire qualcosa. Nei primi anni della mia Raccolta, mi vedevo guardato con un sorrisetto di compatimento non scevro d’ironia... in attesa che la fede e la tenacia mi dessero ragione perché io invece venivo sempre più convincendomi che il libretto aveva pur la sua importanza, anche prescindendo dai difetti letterari e poetici. E continuavo a raccogliere, fiducioso... Ebbi così la soddisfazione di convincermi che non avevo lavorato invano e che la mia tenacia, la mia pazienza, la mia fede avevano avuto ragione della noncuranza, dell’incredulità, dell’ironia di tanti! Sono già più di 250 gli studiosi che per una ragione o per l’altra hanno trovato nella mia Collezione aiuto di notizie e fonte di studio” (Ulderico Rolandi, Il libretto per musica attraverso i tempi, Roma, Edizioni dell’Ateneo, 1951; pp. 5-6). Ulderico Rolandi (Roma, 1874 - 1951), quanto alla professione,…

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Realismo e poesia: lettere di Aldo Capasso a Mario Cerroni

Realismo e poesia: lettere di Aldo Capasso a Mario Cerroni

Ritrovo riordinando l'archivio queste lettere di Aldo Capasso. Erano state accantonate molti anni fa per un progetto sul tema dei premi letterari come espressione della politica culturale. Le lettere documentano un momento particolare della poesia italiana del Dopoguerra. Aldo Capasso, all'epoca direttore della rivista Realismo Lirico è il fautore dell'omonimo manifesto, che voleva riunire in un movimento i poeti che non trovavano collocazione nell'ermetismo e nei consolidati centri di potere culturale letterario. Ma questa nuova corrente di poeti (la cosiddetta «terza corrente») è essa stessa attraversata da polemiche e contraddizioni interne. Varie sono le riviste in competizione fra loro, vari e diversi i premi letterari, terreno di scontro fra opposti interessi, amicizie e idee politiche, le contraddizioni di una poesia che cerca consensi e soldi per sopravvivere. Mario Cerroni, insegnante e poeta iscritto al Partito Comunista Italiano, tra il 1955 e il 1956 sta maturando la propria esperienza poetica. In seno alla rivista Momenti, Cerroni e il gruppo friulano si…

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Ugo Mulas un libro e una lettera

Ugo Mulas un libro e una lettera

Quando Ugo Mulas incontra a Venezia Alan Solomon e Leo Castelli è il 1964: alla Biennale la pop art viene presentata per la prima volta al pubblico europeo. Dello stesso anno è il suo primo viaggio a New York, dove non solo vede all'opera i pop artisti da Stella a Warhol ma incontra autori come Marcel Duchamp e John Cage, senza i quali quella storia sarebbe stata inconcepibile. E non si tratta qui di teorie o di chi sa che criticismi: come sempre è la vita che corre, e Ugo Mulas si lascia attrarre da quell'atmosfera, ci ritorna a più riprese, nel 1965 e poi nel 1967 quando ne presenta il resoconto, il libro d'arte più significativo del dopoguerra. E dico d'arte e non di fotografia perché più ancora dell'arte fotografica quel libro sconfessava il sistema della storia dell'arte, il modo di guardare le opere: New York: arte e persone, pubblicato contemporaneamente negli USA, in Canada e in Spagna. L'uomo…

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Futuro del libraio antiquario

Futuro del libraio antiquario

I librai antiquari sono nati con le tavole di pietra incise. La conservazione e il commercio della memoria scritta stanno alla base di ogni cultura, e quando cataclismi e rovesci della storia incombono è in quel patrimonio di idee ed esperienze che si trovano i presupposti per scamparne: il futuro possibile.  Chi non ha mai messo piede in una libreria antiquaria non può capire. Motivo per il quale questo mestiere fu sempre altamente stimato, come scrive ad esempio Tommaso Garzoni: "La professione de' Librari da tutti i tempi ha meritato d'essere annoverata fra le professioni nobili, & onorevoli, come da molte ragioni, & autorità d'huomini grandi, si può con molta agevolezza provare, & dimostrare al mondo... Provasi anco la nobiltà de' Librari dal conto, & dalla riputazione, che da tutti i tempi è stata tenuta dalle librarie, cosa famosa in sé & (per usar questa lode) è singolare e regia insieme... Per un'altra ragione si dice, che la professione de'…

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Le stanze dei libri

Le stanze dei libri

Quando Giampiero Mughini ha presentato il suo libro da noi c'erano i soliti amici, quelli che da venticinque e passa anni  celebrano il collezionismo novecentesco leggendo comprando e scambiando libri idee documenti oggetti emozioni. C'erano poi delle ragazze e dei ragazzi, e io li ho spiati perché volevo trovare conferma a una mia convinzione, che se la giovinezza è amare i sensi e non pentirsi, i libri sono la sensualità fatta intelligenza: no non poteva bastare loro di toccare le vesti del personaggio televisivo. Conferme non ne ho avute, ma è probabile che sia io a non saper leggere segni e sguardi di chi mi è lontano quarant'anni. Ho la forte impressione che i giovanissimi disperino di poter essere mai compresi e che la zona dei loro interessi si situi in un territorio talmente sconosciuto alle madri e ai padri, a nonni zii maestri eccetera. Ma di una cosa sono certo, che un pezzo consistente di cultura è stato loro…

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Un incontro con Gianni Emilio Simonetti

Un incontro con Gianni Emilio Simonetti

Ho incontrato Gianni Emilio Simonetti a Milano un giorno di metà settembre, con un bel sole e l'aria tiepida estate addio ma con dolcezza. Non è che non lo conoscessi ma certamente sapeva più cose lui di Bruno e me che non noi di lui. La differenza è che lui è protagonista di almeno un paio di rivoluzioni permanenti (situazionismo e fluxus), mentre noi non ne raccogliamo che qualche frammento. Tutto è cominciato da una e-mail sua riguardo a un articolo di questo blog, Gino De Dominicis: disabilità, manipolazione e perbenismo. Nello scambio di messaggi che ne seguì, appresi che oltre all'attività accademica Gianni conduce il Laboratorio di Artiterapie presso il Centro Diurno Luvino di Luino: una struttura finalizzata all'integrazione dei malati di mente. E non è che ci lavori per sfoggio di solidarietà, ci lavora davvero, ben meritandosi "i riconoscimenti unanimi sia dai pazienti che dagli operatori del settore”, ha dichiarato il dott. Isidoro Cioffi, direttore della Psichiatria del…

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La fotografia e i tempi rimossi: E’ il 77

La fotografia e i tempi rimossi: E’ il 77

Non è un libro vero e proprio. Così ingombrante e sottile, ti veniva la tentazione di piegarlo ma non ci riuscivi se non rovinandolo: "E' il '77" sta scritto a caratteri cubitali in rosso su fondo nero, e tutti capivano immediatamente di cosa si trattasse. Quel 1977 di corse pistole e girotondi, di giornali cortei sampietrini, di donne libere, di droghe pesanti e leggere, di risate rosse di pianti, di baci e carezze senza distinzione di sessi, di terrore e poesia. Lo avevano capito tutti in quel momento che la storia aveva smarrito la diritta via. Le avvisaglie erano state le prime radio libere (Radio Alice inizia a trasmettere nel febbraio 1976) e la formazione dei primi centri sociali, l'assalto irridente alla Scala di Milano (dicembre 1976), l'autoriduzione nei cinema. Stava prendendo corpo un movimento che non si misurava coi linguaggi della politica e i doveri della militanza, che non si orientava secondo la logica dei poteri, che non esitava…

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STORIA DEL FUTURISMO 1934: L’anguria lirica, libro cyborg d’artista

STORIA DEL FUTURISMO 1934: L’anguria lirica, libro cyborg d’artista

"Come potremo combattere senza fucili né bombe Abbiamo soltanto questi libri d’aviazione stampati su latta da Mazzotti e Nosenzo per corazzarci il petto...". (Filippo Tommaso Marinetti, L'aeropoema di Cozzarini primo eroe dell'Esercito Repubblicano, (Milano), Edizioni Erre, s.d. (10 maggio 1944, pag. 17). A rileggerle oggi queste parole di Marinetti trasmettono più che non allora la tragedia di un paese alla deriva, l'Italia che voleva figurarsi imperiale e non aveva nemmeno di che proteggere i soldati decisi a morire per lei. Marinetti sarebbe morto nell'inverno di quell'anno ucciso da un infarto: “… io non ho nulla da insegnarvi mondo come sono da ogni quotidianismo e faro di una poesia fuori tempo spazio“. Aveva scritto nell'ultimo poema, l'ode alla famigerata Xa Mas. La storia mescola nell'orrore bellezza e sconcezza, verità e menzogna, i vincitori avranno sempre ragione, perché hanno vinto, e non c'è niente da portar via a chi stava dall'altra parte, la parte che ha perduto. Eppure quei libri che non…

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