IN EXTREMIS

IN EXTREMIS

Ho pubblicato il libro di un autore che non ho mai incontrato. L'ho pubblicato perché la sua scrittura era diversa. Senza direzione né scopo. L'autore si lasciava tradire dalla propria scrittura: ricostruiva il tempo perduto, ascoltava il proprio corpo, accavallava le date togliendo al tempo la gioia e il dolore, impedendo al dolore e alla gioia ancora possibili di cadere nel tempo. Un'opera di poesia nel tempo della vigliaccheria e della menzogna. Nel tempo in cui per la prima volta nella storia del mondo i giovani si sono piegati al volere dei vecchi, hanno servito il potere dei vecchi. Hanno protestato e protestano col consenso dei vecchi. Una scrittura che non cercava un pubblico. Piuttosto si offriva al pubblico senza vergogna: ma non senza prudenza. Cosa cerchiamo nelle storie degli altri, nei romanzi, nei versi? Cosa c'è di prezioso nelle scritture? C'è quanto di più indispensabile a vivere, e che sia questo tocca a ciascuno farne esperienza. Per i duri d'orecchio: le verità rivelate sono ipostasi di…

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Signora Meraviglia

Signora Meraviglia

Ho chiuso il tuo libro. E adesso la Gorgone che ti ritrae dalla copertina guarda anche me. E’ l’immagine che hai battezzato con il sangue mestruale e sta nella tua stanza davanti al letto. Leggo le recensioni: la gran parte sottolinea un certo ironico disincanto, come se il Wukabi non ci riguardasse. Ma è normale: l’epoca dello spettacolo esorcizza il mondo oscuro, ritiene che il pubblico voglia divertirsi senza eccessive complicazioni. Parla l’indemoniato che San Michele trafiggerebbe: “Dillo là fuori, dillo a tutti. La mancanza di amore si deve curare con l’amore”. I piani di lettura si moltiplicano e non li voglio soppesare, voglio stare nel flusso. La signora Meraviglia da una parte è l’ambita cittadinanza, dall’altra, letteralmente, Wezero Dinkinesh, la mediatrice che aiuta a comprendere la prepotenza del Wukabi, consigliando di aderire ai suoi comandamenti, le cui ragioni affondano nella storia e nel destino della stirpe. La signora Meraviglia. Sì, si capisce, già è un problema fare il passaporto,…

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Un esperimento didattico

Un esperimento didattico

Ascoltami, i poeti laureati si muovono soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti ... Qui delle divertite passioni per miracolo tace la guerra, qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza... Eugenio Montale da: I limoni (Ossi di Seppia, 1925) . I ragazzi avevano invaso il giardino. Chi sdraiato chi seduto chi in piedi. Esercizio didattico di lingua inglese: lasciarsi investire dalla quiete e dal silenzio, prestare attenzione a quanto sarebbe accaduto in quel tempo sospeso. Infine registrare sulla carta le tracce dell’esperienza. Questo piccolo libro ne è la raccolta e viene pubblicato in una collana di poesia: la poesia non è la prerogativa di un poeta, ma l’insieme di tutte le voci, di tutte le prospettive, è il modo come l’essere umano diviene consapevole della propria relazione con la natura e l’ambiente in cui vive. Non ci si laurea poeti: la poesia c’è già, non ci è mai stata estranea, i poeti ne sono i trovatori. E non si dica che…

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