STORIA DEL FUTURISMO 1910 – 1911: musica futurista

STORIA DEL FUTURISMO 1910 – 1911: musica futurista

Il Manifesto dei Musicisti Futuristi di Francesco Balilla Pratella, con data di redazione 11 ottobre 1910, viene pubblicato per la prima volta in lingua italiana su un volantino edito dalla marinettiana rivista Poesia. Dopo una iniziale esortazione ai giovani affinché si liberino  dagli schemi imposti, elenca una serie di principi teorici per la creazione di musica realmente nuova: "1. Convincere i giovani compositori a disertare Licei, Conservatori e Accademie musicali, e a considerare lo studio libero come unico mezzo di rigenerazione. 2. Combattere con assiduo disprezzo i critici (...). 3. Astenersi dal partecipare a qualunque concorso con le solite buste chiuse e le relative tasse d'ammissione, denunziandone pubblicamente le mistificazioni e svelando l'incompetenza delle giurie, generalmente composte di cretini e rammolliti. 10. Combattere le romanze del genere Tosti e Costa, le stomachevoli canzonette napoletane e la musica sacra, che non avendo alcuna ragione di essere, dato il fallimento della fede, è diventata monopolio esclusivo d'impotenti rettori di Conservatorio e di…

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STORIA DEL FUTURISMO – 1910. I due primi manifesti della pittura futurista

STORIA DEL FUTURISMO – 1910. I due primi manifesti della pittura futurista

 Cominciamo col distinguere Il Manifesto dei Pittori futuristi da La pittura futurista. Manifesto tecnico. Uno sta all'altro come la teoria alla pratica: il primo enuncia i principi generali, l'altro elenca e approfondisce spunti tecnici e programmatici. Del primo non esiste una traduzione francese mentre il secondo fu tradotto sia in francese che in inglese con un titolo che faceva pensare al primo, ingenerando una confusione che trovò raccapricciante riscontro in alcune bibliografie. Procediamo con ordine. Il primo manifesto della pittura futurista è il Manifesto dei Pittori futuristi, in lingua italiana, sottoscritto da Umberto Boccioni, Carlo Dalmazzo Carrà, Luigi Russolo, Aroldo Bonzagni e Romolo Romani, che viene letto l'8 marzo 1910 al Politeama Chiarella di Torino durante la terza serata futurista, così descritta da Marinetti in un famoso volantino:  “A Turin, la troisème soirée futuriste fut une véritable «Bataille d'Hernani». Sur la scène de plus vaste théâtre de la ville, parurent, avec M. Marinetti et d'autres poètes, cinq jeunes peintres de grand…

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Colloqui con Tano D’Amico

Colloqui con Tano D’Amico

Tano l'ho conosciuto nel 2007. Bruno e io avevamo pubblicato in marzo Dopo Marx aprile, il catalogo sul Movimento '77 e più o meno in quel periodo RAI 3 voleva attuare una serie di 12 puntate sullo stesso argomento. Il programma prevedeva l'invito di vari protagonisti dall'allora ministro Francesco Cossiga a Franco Berardi (Bifo) a Pablo Echaurren e altri. Conduttore avrebbe dovuto essere Claudio Sabelli Fioretti insieme a Tano D'Amico. Volevano delle immagini da pubblicare come sfondo e io chiesi in cambio il numero di telefono di Tano. Desideravo conoscere Tano non per le sue foto ma per le parole che aveva scritto sul Movimento, queste in particolare: “Quando un omosessuale bandiva una festa, cioè invitava tutti quanti, cinquantamila persone, sessantamila persone, ad una festa sui prati di Montalto di Castro, ad esempio, si andava tutti e c’era spazio per tutti, ma non solo per i giovani e per i belli. C’era spazio anche per i portatori di handicap, perché…

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La collana “Idearii” di Gio Ponti

La collana “Idearii” di Gio Ponti

. "Noi non vi vendiamo carta, copertine, sovracopertine, fasce, cellofane, risguardi, frontispizi, margini, colori, ecc., noi vi vendiamo idee". E' questo lo slogan che compare a caratteri cubitali sul retro di copertina di un opuscolo: Politica dell'architettura firmato con lo pseudonimo "Archias" e stampato a Milano per Garzanti nel dicembre 1944. Ne trovammo una copia per la prima volta nel 1995, fra i libri della biblioteca di Libero de Libero, e quello slogan obbligava a leggerselo d'un fiato. Chiunque fosse quell'Archias non era uno sprovveduto, ne sapeva eccome: impressionante era l'anticipazione di quel che sarebbe avvenuto dopo nell'architettura, attraverso l'esperienza della ricostruzione fino al boom economico, e poi dopo all'architettura radicale degli anni Sessanta e Settanta: "L'architettura moderna insegna un'altra cosa: che dobbiamo attrezzare l'uomo, la sua vita, la sua cultura, la sua civiltà, la sua moralità. Dobbiamo profetare l'uomo, l'uomo civile, l'UOMO" (pag. 24). .Chi era Archias? L'attribuzione a Gio Ponti di questo opuscolo, da noi subito ipotizzata (L'Arengario…

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Gino De Dominicis: disabilità, manipolazione e perbenismo

Gino De Dominicis: disabilità, manipolazione e perbenismo

Tre anni fa pubblicavo su questo blog un breve articolo a commento dell'opera Seconda soluzione d'immortalità di Gino De Dominicis: Che cosa vuol dire? Brevemente: L’8 giugno 1972, all’inaugurazione della XXXVI Biennale veneziana, Gino De Dominicis espone tre oggetti sotto il titolo Seconda soluzione di immortalità (l’universo è immobile). Sono tre opere già esposte precedentemente: il Cubo invisibile (1967), rappresentato da un quadrato disegnato per terra; la Palla di gomma (caduta da 2 metri) nell’attimo immediatamente precedente il rimbalzo (1968) e una pietra Attesa di un casuale movimento molecolare generale in una sola direzione, tale da generare un movimento spontaneo della pietra. Paolo Rosa, un giovane Down, osserva i tre oggetti seduto su una sedia, di fronte agli spettatori. E’ subito scandalo, e nei giorni successivi al posto di Paolo c’è una bambina. Questo non ferma la Procura di Venezia: la sala viene definitivamente chiusa e l’artista viene accusato di sottrazione di incapace. Verrà assolto “perché il fatto non sussiste” soltanto…

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I metroposter di Renato Curcio e Pablo Echaurren

I metroposter di Renato Curcio e Pablo Echaurren

C’era una volta un onesto editore che stava facendo bancarotta  a causa di una bolletta telefonica... Era l’epoca dei primi numeri 999 erotici e qualcuno che stava lì non seppe resistere  alla tentazione. La bolletta arrivò implacabile ed era una cifra milionaria insostenibile (allora eran lire). L’editore riuscì a onorare il debito: un libraio antiquario pagò tutto quel che c’era da pagare ed ebbe in cambio le tavole originali dei metroposter realizzati da Renato Curcio e Pablo Echaurren, e alcune serie a stampa, da loro firmati pazientemente uno per uno a garanzia. Poster che avevano tappezzato la metropolitana di Roma tra il 1994 e il 1995, attacchinati in lunghe file da ragazze e ragazzi ed erano il reportage di uno che dopo non so quanti anni, e senza aver ammazzato nessuno, poteva uscire dal carcere a respirare l'aria della libertà. Poter ascoltare e parlare con tante persone diverse: quanto sia bello e importante può capirlo solo chi è rimasto chiuso…

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STORIA DEL FUTURISMO – 1909: Uccidiamo il chiaro di luna!

STORIA DEL FUTURISMO – 1909: Uccidiamo il chiaro di luna!

Uccidiamo il chiaro di luna! di F.T. Marinetti è considerato il secondo e fondamentale manifesto futurista, ma pochi ne conoscono la storia bibliografica. Prima di tutto non è il secondo ma il terzo pubblicato: il secondo è Elettori futuristi!, uscito in volantino in occasione delle elezioni del 7 marzo 1909 (vedi Paolo Tonini, «I manifesti del Futurismo italiano», Gussago, Edizioni dell’Arengario, 2011: pag. 12, n. 2). Però è Marinetti stesso a creare l'equivoco fin dall'agosto 1909, pubblicandolo come prefazione al libro di Paolo Buzzi Aeroplani, col titolo di "secondo proclama futurista", e tale appare anche negli elenchi dei manifesti al retro dei primi volantini del Movimento Futurista a partire dal 1911/1912. D'altra parte il manifesto politico non aveva avuto molto successo... E poi non era questo il titolo originario. Il proclama, redatto nell'aprile 1909, viene pubblicato in luglio con un titolo più prosaico: La rassegna internazionale Poesia pubblica questo proclama di guerra, come risposta agli insulti di cui la vecchia…

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STORIA DEL FUTURISMO – 1910. La battaglia di Venezia

STORIA DEL FUTURISMO – 1910. La battaglia di Venezia

. Il 27 aprile 1910 dalla Torre dell'Orologio di Venezia Marinetti, Boccioni, Bonzagni, Carrà, Russolo, Mazza e Palazzeschi lanciano sui turisti il volantino Venezia futurista in entrambe le versioni, italiana e francese (Venise futuriste, 200.000 copie dichiarate da Marinetti su COMOEDIA del 17 giugno 1910 con vignette di André Warnod), poi ristampato in maggio nella versione ampliata ad uso dei giornali col titolo: Contro Venezia passatista (vedi in questo blog Contro Venezia passatista). Nella ristampa,  tra i firmatari, scompare il nome di Bonzagni e viene aggiunto quello di Corrado Govoni. Di questa ristampa ci sono anche una versione francese (Venise futuriste, come nella prima edizione) e una in lingua inglese (Futurist Venice). Il primo agosto 1910 a Venezia, Teatro La Fenice, Marinetti improvvisa una serata futurista con un Discorso futurista ai Veneziani. Sono presenti Libero Altomare, Umberto Boccioni, Paolo Buzzi, Carlo Carrà, Enrico Cavacchioli, Gian Pietro Lucini, Armando Mazza, Aldo Palazzeschi e Luigi Russolo (vedi il manifesto di Francesco Balilla Pratella,…

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Testamento di Andrea Branzi agli Archizoom

Testamento di Andrea Branzi agli Archizoom

Andrea Branzi, Paolo Deganello, Massimo Morozzi e Gilberto Corretti: gli Archizoom, architetti e designer radicali - o neomoderni, si disse poi, come il Superstudio, i 9999, Ufo, Strum, Zziggurat e altri gruppi, o cani sciolti come Ettore Sottsass Jr., Ugo La Pietra, Riccardo Dalisi, che stravolgevano la professione costruendo al posto delle case la propria vita. Le loro opere sono fatte più di carta che di cemento, più di parole che di mattoni, più di risate che di calcoli. E così nel 1969 accade che Andrea Branzi si rompe una gamba e finisce in ospedale, a Interlaken. Lo vanno a trovare fra gli amici Ettore Sottsass jr. e Fernanda Pivano che gli regalano una confezione di pennarelli sottili: con uno di quei pennarelli Branzi durante la degenza disegna il sacro testamento che custodisco nel mio museo archeoideologico: Dedico questo MIO TESTAMENTO SPIRITUALE a gli ARCHIZOOM Jr e Sr Via Pisana 79 - 50143 Firenze - 207052 e a tutti coloro…

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L’Almanacco Letterario Bompiani

L’Almanacco Letterario Bompiani

Almanaccare, fantasticare, predire il futuro: gettare uno sguardo oltre il presente, ficcare il naso nell’ignoto. Almanacchi ne sono sempre stati fatti dall’invenzione della stampa fino a oggi. La loro origine si trova nella cultura agricola e nel mondo oscuro della saggezza popolare, sono il primo tentativo di interpretare il ritmo delle stagioni spezzato da impreveduti ritardi, anticipazioni e disastri naturali. La cultura tutta ha radici agricole, viene dal bisogno realissimo di sopravvivere e di progettare un modo migliore di stare al mondo. C’è qualcosa che esprima la ragione e i molteplici aspetti della cultura meglio di un almanacco? Credo che L’Almanacco Letterario, pubblicato da Mondadori nel 1925, sia stato il prodotto più rappresentativo della cultura italiana dopo la guerra: la cultura che parlava di se stessa, cercando di assemblare arti, cronaca e scritture. Illustratori, artisti, scrittori, critici, saggisti, nessuno voleva restarne fuori: conosciuti o sconosciuti tutti volevano lasciare una traccia. Letteratura come costume, come modo d’essere, mezzo per comprendere il…

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