La città inquieta e diversa

La città inquieta e diversa

"Siamo nella città inquieta e diversa..." dice D'Annunzio alla gente di Fiume nell'agosto 1920, dopo la lettura pubblica degli Statuti redatti con l'anarcosindacalista Alceste De Ambris. Inquieta e diversa lo era stata la città di Fiume, fra il 12 settembre 1919 e il «Natale di sangue» del 1920. La governava un poeta, per la prima volta al mondo, e il suo esercito era costituito da insubordinati di ogni grado e arma dell’Esercito Italiano. La gente che ci abitava, per più di un anno visse di pochi viveri, di feste e di spettacoli, di parole bellissime declamate e stampate quasi ogni giorno da Gabriele D’Annunzio, per tutti più brevemente «il Comandante». Olocausta, Città di Vita, Porto dell’Amore. Aveva una costituzione che sovvertiva il concetto di proprietà, un regolamento dell’esercito dove la cosa più importante era di superare in bellezza la Legione Tebana, era punto di confluenza di tutti gli indipendentisti e anticapitalisti del mondo, dall’Irlanda all’Egitto alla Russia bolscevica. Era un…

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Una immagine del ’77

Una immagine del ’77

Il primo di febbraio 1977 a Roma, un gruppo di giovani neofascisti spara e ferisce gravemente due studenti. Il giorno successivo un corteo di 50.000 persone assalta  e brucia la sezione del Fronte della Gioventù di via Sommacampagna. Mentre migliaia di giovani si dirigono verso la facoltà di Magistero occupata, in piazza Indipendenza una 127 bianca irrompe in coda al corteo. Ne escono due agenti in borghese che iniziano a sparare. Sono le squadre speciali alla loro prima apparizione. Altri spari giungono dai diversi punti della piazza e dal corteo. Rimangono gravemente feriti uno degli agenti in borghese e due studenti, Paolo Tomassini, di 24 anni e Leonardo (Daddo) Fortuna, di 22 anni. Questa foto è stata scattata da Tano D'Amico il 2 febbraio 1977 ma fu pubblicata solo vent'anni dopo, in uno dei quattro opuscoli editi dal giornale Il Manifesto (AA.VV., Settantasette. Fotografie di Tano D’Amico, Roma, Il Manifesto, 1997; vol. II pag. 17).  Il ragazzo ferito è Paolo,…

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La tessera di fotoreporter di Ettore Sottsass

La tessera di fotoreporter di Ettore Sottsass

Con Bruno (mio fratello) e Giorgio (Maffei) stiamo lavorando a un catalogo di libri e cimeli di Ettore Sottsass jr. Lo scorso anno Bruno e Giorgio hanno pubblicato per Corraini di Mantova I libri di / Books by Ettore Sottsass, una bibliografia completa corredata dalle immagini: quanto sono stati importanti i libri per l'arte, l'architettura e il design degli anni Sessanta e Settanta. Nei libri, coi libri e sui i libri hanno trovato asilo le idee per cui nessuno sarebbe stato disposto a investire una lira: le case che non si sarebbero mai costruite, gli oggetti che non sarebbero mai stati prodotti, le immagini che non sarebbero mai state appese alle pareti. Ci stiamo lavorando e fra le cose che siamo riusciti a mettere insieme la più commovente è una vecchia tessera. Una di quelle cose che sfuggono allo sguardo, mescolate come sono agli oggetti di uso quotidiano. Una tesserina da fotoreporter, senza altre immagini che una fotografia all'interno. Cosa…

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Il primo libro d’artista: ZANG TUMB TUUUM

Il primo libro d’artista: ZANG TUMB TUUUM

Zang Tumb Tuuum (questo è il titolo corretto, riportato al frontespizio, non Zang Tumb Tumb come appare in copertina) è il primo libro parolibero nella storia della poesia e della tipografia. Marinetti lo pubblica nella primavera del 1914 dopo averne pubblicato frammenti su Lacerba e declamato brani ovunque in Europa e in Russia. Con le parole si giocava anche prima dell'invenzione della stampa, fino ad arrivare ad Apollinaire, ma niente somiglia a quello che esplode nel libro. L'unico precedente, il più somigliante pur nella diversità di intenti, è Un coup de dés... che Mallarmé concepisce nel testo e nella disposizione tipografica nel 1897 ma verrà pubblicato postumo, guarda caso, proprio nel 1914 da Gallimard. Questo libro è anche il primo "libro d'artista", se per libro d'artista intendiamo un libro la cui struttura fisica e composizione tipografica non siano un mezzo ma la sintesi in unica opera di molteplici istanze testuali e visuali. Con questo libro inizia la rivoluzione tipografica di…

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Che cosa vuol dire?

Che cosa vuol dire?

L'8 giugno 1972, all'inaugurazione della Biennale veneziana, Gino De Dominicis espone tre oggetti sotto il titolo Seconda soluzione di immortalità (l'universo è immobile). Sono tre opere già esposte precedentemente: il Cubo invisibile (1967), rappresentato da un quadrato disegnato per terra; la Palla di gomma (caduta da 2 metri) nell'attimo immediatamente precedente il rimbalzo (1968) e una pietra Attesa di un casuale movimento molecolare generale in una sola direzione, tale da generare un movimento spontaneo della pietra. Paolo Rosa, un giovane Down, osserva i tre oggetti seduto su una sedia, di fronte (in opposizione) agli spettatori. E' subito scandalo, e nei giorni successivi al posto di Paolo c'è una bambina. Questo non ferma la Procura di Venezia: la sala viene definitivamente chiusa e l'artista viene accusato di sottrazione di incapace. Verrà assolto "perché il fatto non sussiste" soltanto nell'aprile del 1973. Molti anni dopo, nel 1986, De Dominicis progetta una scultura che raffiguri il personaggio della sua opera seduto come a…

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Contro Venezia passatista

Contro Venezia passatista

Il 27 aprile 1910 a Venezia, dalla Torre dell'Orologio, Marinetti, Boccioni, Bonzagni, Carrà, Russolo, Mazza e Palazzeschi lanciano sulla folla dei turisti qualche migliaio di volantini come questo  (Marinetti dirà 200.000): è  il manifesto Contro Venezia passatista. E' una performance pazzesca, una cosa che non si era mai vista: un manipolo di squilibrati prende possesso di un edificio pubblico e lo usa per inveire contro il mondo: turisti, curiosi, autorità. Il più scalmanato è Marinetti che intanto lo declama dall'alto con la sua voce metallica. L'azione era stata preparata con cura stampando il volantino in doppia versione italiana e francese (Venise futuriste). Poco dopo, in maggio, verrà ristampato con un cappello introduttivo di Marinetti e una aggiunta nel testo, per essere inviato come comunicato stampa alle redazioni dei giornali italiani ed esteri anche in versione inglese (Futurist Venice). Queste versioni più letterarie non vanno però confuse con il volantino che riproduco qui accanto: questo (e la versione italiana), è il…

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ET IN ARCADIA EGO

ET IN ARCADIA EGO

Little Sparta nel Lanarkshire in Scozia. Il giardino, la casa, l’opera di tutta la vita di Ian Hamilton Finlay. Non c’è che da essere non c’è che da vivere. Poeta giardiniere scultore ha creato uno spazio senza confini dove prosperassero mai divisi il lavoro, l’amore e la conoscenza. L’enigma che vela il quadro di Poussin può bene intitolare e spiegare questa impresa. Piante secolari ed essenze introdotte appositamente, forme di scultura, meridiane, targhe recanti iscrizioni poetiche o semplici nomi, occupano il giardino, a immagine e somiglianza del suo autore. Mondo antico e contemporaneo si oscurano e si illuminano, scompare tutto quello che stride, Apollo è un terrorista, Saint Just una pietra, le idee di Rousseau ritornano, una pistola non è una pipa. La stamperia da lui fondata nel 1961, la Wild Hawthorne Press, diviene uno dei mezzi più efficaci per la diffusione della sua arte. Ogni progetto prende la forma di libro o di stampa, in edizioni curatissime a tiratura…

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Anima Sound

Anima Sound

All'Aktionsraum 1 di Monaco di Baviera, dal 6 all'8 marzo 1970 si svolge l'azione/concerto ANIMA SOUND di Paul e Limpe Fuchs.  Limpe suona e canta nuda e impellicciata con la scritta "ANIMA" dipinta sul seno. Intorno un pubblico di giovani, forse una cinquantina, seduti per terra in una atmosfera carica di fumo e marijuana. Non sono figli dei fiori, non c'entrano niente col rock e il pop, cercano altre strade, l'anima del suono o il suono dell'anima, nella casa provvisoria degli artisti nuovi, nell'Europa spaventata degli anni Settanta.

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Aktionsraum 1

Aktionsraum 1

Ottobre 1969 a Monaco di Baviera: apre l'Aktionsraum 1. Una fabbrica dismessa diventa area di lavoro creativo, un luogo di sfruttamento si trasforma in centro di invenzione e comunicazione. Durò poco, un anno come la Comune, Fiume, il Settantasette, si consumò e sparì prima che tutto tornasse sotto controllo. Ignorati e buttati nell'immondizia, rimangono fogli di carta stampata a cercare la nostra memoria, e mai come oggi ne abbiamo avuto bisogno: http://www.arengario.it/homepage/_hp-pdf/collezione-aktionsraum-estratto.pdf Qui una sequenza dell'azione di Hermann Nitsch 7.Abreaktionsspiel (27 febbraio 1970): https://www.youtube.com/watch?v=ns2p-FGF6qs&bpctr=1440540434

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