EROTICA FUTURISTA 3: Fantocci elettrici

EROTICA FUTURISTA 3: Fantocci elettrici

Il 13 gennaio 1909 al Teatro Allfieri di Torino va in scena  La donna è mobile, dramma di Marinetti,  dove il tema dominante è una strana forma di esibizionismo per cui il protagonista ama accoppiarsi davanti a due automi (i fantocci elettrici): il Sig. Matrimonio e la Sig.ra Famiglia. Sarà un fiasco clamoroso già a cominciare dal prologo, la prima lettura pubblica del Manifesto del Futurismo, tra i fischi e gli insulti della platea. Marinetti pubblicherà la pièce in francese con il titolo Poupées Electriques qualche mese dopo, nel maggio del 1909, dopo il lancio del Manifesto sul Figaro del 20 febbraio. Critici e studiosi hanno sottolineato l'innovazione dell'impiego di automi umanoidi sulla scena, dieci anni prima che il romanziere ceco Karel Čapek inventasse la parola "robot". Il resto viene di solito liquidato come decadentismo simbolista, o addirittura adeguamento ai moduli collaudati della commedia borghese. Nessuno sembra accorgersi del fatto che per la prima volta viene messa in scena pubblicamente…

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EROTICA FUTURISTA 2: La città carnale

EROTICA FUTURISTA 2: La città carnale

  Nel luglio del 1908 Marinetti pubblica a Parigi La Ville charnelle. E' una raccolta di poesie e poemetti, a cominciare da quello che le dà il titolo, diviso in dieci parti, il più corposo della silloge. La città carnale è la Donna in una delirante cosmologia dove il Sole, la Luna, il Mare e altri elementi danno corpo alle fantasie sessuali del poeta. Eros Edipo e Thanatos si muovono all'ombra di minareti e giardini pensili, grotte, sconvolgimenti di sensi, allucinazioni. I buoni sentimenti sono irrisi a ogni pagina, esiste solo enorme e invincibile il corpo della donna: "Voglio dormire nella chioma della Lussuria / e bere alla soave fontana della Vulva, / che sola può estinguere la sete delle mie arterie" (F.T. Marinetti, Lussuria-Velocità, Milano, Modernissima, 1921; pag. 19). E l'epilogo è la morte, l'ultimo dei piaceri, l'annullamento dell'io che si compie nell'orgasmo. Città-Donna, pericoli profumi esotiche delizie, c'è molta Africa: Africa energia spontaneità del desiderio contro lo snobismo…

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“Non si uccide la poesia!” Frammenti ritrovati di Giovanna Bemporad

“Non si uccide la poesia!” Frammenti ritrovati di Giovanna Bemporad

. Ho conservato per molti anni questi frammenti. Mi proponevo ogni volta di esaminarli, poi c'era sempre altro da fare. Giovanna Bemporad se n'è andata il 6 gennaio. Ora studio questo piccolo tesoro di poesia e frugo nella memoria. Soppeso il tempo che si è fermato, calligrafia, parole: è il mio mestiere.  E' una storia meravigliosa la vita di Giovanna Bemporad. Comincia coi primi soldi guadagnati con le traduzioni dall'Odissea, intorno al 1942, preferite a quelle di Salvatore Quasimodo che proprio allora pubblicava Ed è subito sera. Così la fotografa Elio Pagliarani: "Mi declamava versi sulla spiaggia preferibilmente di notte, e a me tredicenne lei quindicenne pareva proprio una Pizia, un'autentica sacerdotessa di Apollo". E' con quei soldi che in barba alla famiglia decide di abbandonare la scuola: "Quel distacco fu una cosa naturale, in un certo senso scritta nel mio destino. Io con la scuola non legavo, così come non legavo con la famiglia, specialmente con mia madre. A…

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EROTICA FUTURISTA 1: «La momie sanglante» di F.T. Marinetti

EROTICA FUTURISTA 1: «La momie sanglante» di F.T. Marinetti

Con questo articolo avvio un progetto coltivato a lungo e che trova origine in una mia piccola mostra fiorentina di una decina di anni fa: Amori futuristi a cura di Mirmofim, il più feroce de Gli Indomabili di cui racconta Marinetti, quello che aveva conservato il ricordo dell'Oasi nonostante tutto. Il progetto è raccontare la storia dell'erotismo futurista attraverso i libri e i manifesti. Non c'è rivoluzione che non sconvolga il territorio del sesso, non c'è niente che possa coinvolgerci di più, che sappia svegliare in noi le passioni e i desideri più profondi.  Il primo capitolo non può che essere un libro di Filippo Tommaso Marinetti, il terzo in assoluto da lui pubblicato: La Momie sanglante (Milano, Edition du Journal Verde e Azzurro, 1904). . Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte Ingenerò la sorte  (...) Nasce dall’uno il bene, Nasce il piacer maggiore Che per lo mar de l’essere si trova; L’altra ogni gran dolore, Ogni gran…

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Il primo esperimento di opera-rock: Then an Alley

Il primo esperimento di opera-rock: Then an Alley

Il 17 maggio 1967 al Piper Club di Roma viene rappresentata Then an Alley [E poi una strada], conosciuta anche col nome di Opera beat, realizzata da Tito Schipa Jr.: è il primo esperimento al mondo di opera-rock. E' accaduto che Isabella Garolla trovasse nell'archivio del papà un pacchetto di foto tutte dedicate al Piper di Roma, ai giovani e agli artisti che lo frequentevano. Fra le più belle queste, che presentiamo nel nostro opuscolo, per gentile concessione di Tito. Ha il formato dei libretti d'opera che oggi non s'usano più - come i teatri non si frequentano, più per la noia dei programmi che per volontà del pubblico. L'opera rock portava in scena la vita quotidiana e ignota dei ragazzi, azzardava un percorso inedito e popolare. Federico Garolla che aveva fotografato tutto il bel mondo romano, era andato a ritrarre quel gruppo di giovani come se cercasse un'altra storia, altre atmosfere: di lì a qualche anno avrebbe smesso di…

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Giampiero Mughini: Addio gran secolo dei nostri vent’anni

Giampiero Mughini: Addio gran secolo dei nostri vent’anni

. Ho letto il tuo libro così diverso dagli altri. L'ho letto perché sei un amico prima di tutto. L'ho letto per intero, e questo non perché siamo amici. C'erano cose che sapevo e altre no, raccontate attraverso libri, oggetti, foto che hai comprato e custodito gelosamente nel tempo. E' avvincente questo modo di dire le cose che ti distingue da sempre. Credo che riconoscerei la tua scrittura fra tutte già a partire dall'orientamento: non dici mai cazzate. Per cazzata intendo l'opinione - opinare chiacchierare, stare sempre alla superficie del "si" dice "si" fa "si" pensa eccetera, quando le cose non importano e non c'entrano con la vita. Parli soprattutto di libri, delle idee e del lavoro che ogni libro preserva. I libri non sono mai cazzate anche quando sparano cazzate. . Parli di libri e non certo per spiegarli. Li metti in fila e di traverso in modo che si vedano coincidenze derive o divergenze - che non sono…

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Federico Garolla una dolce vita

Federico Garolla una dolce vita

Nello studio di Federico Garolla, proprio dietro la scrivania, era appesa una foto. Nella foto sono raffigurati 5 personaggi attorno a un cartello con la scritta «I cinque candidati alla querela con devozione». I cinque sono Patellani, Giancolombo, Paolo Costa, Franco Fedeli e Federico Garolla, all’epoca in cui lavoravano per la neonata rivista Le Ore, nel 1953. Negli anni Settanta diventerà una delle più famose riviste pornografiche ma allora era fra i giornali che partendo dall’attualità cinematografica sconfinavano nella storia del costume. Chissà perché “candidati alla querela”. Loro erano i fotografi nuovi, quelli che succedevano agli sperimentatori degli anni Trenta, i fotografi che facevano i primi “reportages”, quelli che attraverso le immagini dovevano non più ritrarre persone e paesaggi ma illustrare la cronaca e la storia. E’ l’epoca del “realismo” in arte e in letteratura come nel cinema, ma è anche l’epoca in cui la moda italiana si impone al mondo e l’economia avanza verso il boom che sarà degli…

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Dal Museo archeoideologico: “sghiribizzo aereo” di Osvaldo Peruzzi

Dal Museo archeoideologico: “sghiribizzo aereo” di Osvaldo Peruzzi

"Caro Armando - Non spaventarti, non si tratta del bozzetto per la copertina di «L'Ala d'Italia» è solo uno sghiribizzo aereo... Ti comunico che ho avuto in visione privata il primo numero di quest'anno di «L'Ala d'Italia» ed ho quindi provveduto per la ricopiatura della testata; tutte le altre modalità saranno rispettate. Quando avrò ultimato il lavoro debbo spedire alla redazione o a te? Attendo tue notizie e tuo passaggio. Alalà. Osvaldo - Livorno 7 maggio X". Siamo nel maggio del 1932: Osvaldo Peruzzi ha deciso definitivamente che sarà pittore e futurista. La prima esposizione si era svolta il 13 novembre 1931 a Milano, non in una galleria ma in una saletta del Bar Taveggia in corso Buenos Aires: 13 pastelli su carta di cui alcuni - incredibile - furono venduti. Ma il 1932 è l'anno decisivo, il punto di non ritorno: Peruzzi si laurea in ingegneria al Politecnico di Milano, prende in mano la vetreria della famiglia e diventa…

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Pasolini e il calcio: una foto di Federico Garolla

Pasolini e il calcio: una foto di Federico Garolla

E.B.: Senza cinema, senza scrivere, che cosa le sarebbe piaciuto diventare? P.P.P.: Un bravo calciatore. Dopo la letteratura e l'eros, per me il football è uno dei grandi piaceri. («Enzo Biagi intervista Pier Paolo Pasolini», LA STAMPA, 4 gennaio 1973). «In Italia c'è un'eredità nobile nel rapporto tra poesia, letteratura e calcio. Penso ad uno come Pasolini. Non c'è niente che spieghi Pasolini quanto il suo modo di giocare a pallone. Io l'ho conosciuto a Roma, a Porta Portese, su un campo il cui fondo era di carbon fossile» (Intervista di Lorenzo D'Alò ad Adriano Sofri). Pasolini quando da giovane giocava a pallone lo chiamavano "Stukas" e quei giorni li ricordava come i più belli della sua vita. Era un'ala destra (allora non esistevano gli "esterni"), e non smise mai di frequentare i campetti di tutte le periferie, anche quando fondò nel 1968 la nazionale "Attori e Cantanti" di cui fu capitano. In origine quella squadra era composta da Pasolini,…

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Dino Buzzati: Poema a fumetti

Dino Buzzati: Poema a fumetti

Molti dicono che via Saterna sia un vicolo nel centro di Milano. Altri sostengono che nemmeno esista. Per Dino Buzzati, che Milano la conosceva molto bene, era la via in cui si trovava un accesso all'aldilà. Io di Buzzati mi fido. Racconta di una porta che solo i morti possono trapassare. I morti e qualche predestinato o strano. Orfi è uno di questi, è un cantante beat, un idolo d'adolescenti, non un Claudio Villa. E non è che la veda sempre. La vede quando la sua Eura muore di un male oscuro: lei varca la soglia mentre a lui è impedito di passare. Orfi vorrebbe raggiunge Eura e riportarla alla vita. E allora canta. La canzone è tale che la bella portinaia gli apre e lo lascia discendere nell'Ade. O lui diventato musica può finalmente attraversare i muri? La discesa agli inferi ha qualcosa di straordinariamente erotico, forme bellissime di ragazze lo circondano e lo tentano. Come si fa a…

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