Gli amici innamorati

Gli amici innamorati

E sarò felice per te se tu potrai essere felice per me cerchi e triangoli e ora stiamo uscendo con la tua nuova ragazza troppo lontano da dove siamo stati so che siamo speciali io so che siamo speciali Perché mi commuove questo filmato? Che cosa di me si sente chiamato in causa e in modo così forte, a voce così alta. Una ragazza molto bella e molto ricca invita nella sua villa un ragazzo e una ragazza fidanzati, anche loro belli e ricchi, in un luogo incantevole sul lago di Como. Si capisce che l'ospite e il ragazzo sono stati forse innamorati. Ci sono ricordi improvvisi se si guardano o si sfiorano, che la fidanzata ignora. Ma non c'è ombra di inganno né di tradimento. Fra loro c'è stato forse solo un bacio, si dicono oggi amici, e si sentono diversi dagli altri, speciali. Perché? Non perché sono restati amici. Sono speciali perché la loro amicizia ha le esitazioni,…

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Trash

Trash

Non vuol dire che una cosa è un rifiuto solo perché l’hanno buttata fra i rifiuti... dal film Trash   Il film Trash, prodotto da Andy Warhol per la regia di Paul Morrissey, fa parte della trilogia Flesh, Trash e Heat, realizzata poco prima di lasciare la Factory, che consacrò Morrissey come autore di culto del cinema indipendente. Girato nel corso di otto sabati pomeriggio, uscì il 5 ottobre 1970 e fu presentato nella Settimana Internazionale della Critica al Festival di Cannes 1971.   Lo spettacolo della perdizione ha sempre affascinato le persone perbene. Lo sguardo della signora nella foto è l'emblema di un desiderio impotente. Il suo sorriso accennato, la posa elegante, esprimono compiacimento: la bellezza di Joe è avvilita dalla meccanica dell'iniezione, presto la droga farà effetto stravolgendo quel volto con la sua piccola porzione di morte, di soldi, di nulla, in cambio di un attimo folgorante di pace e di abbandono. In un lurido stanzone convivono la…

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MIP Movimento per l’immaginazione al potere e una canzone di Rino Gaetano

MIP Movimento per l’immaginazione al potere e una canzone di Rino Gaetano

Nel 1915, per risolvere la crisi finanziaria, Filippo Tommaso Marinetti proponeva la vendita di beni culturali di proprietà dello Stato. L'Italia possiede da sola più della metà delle opere d'arte esistenti al mondo eppure il solo Louvre fattura più di tutti i musei italiani messi insieme. I governanti continuano a chiedere sacrifici a chi lavora mentre una immensa ricchezza rimane inutilizzata. Così in rete ha preso a circolare un volantino con la proposta di tre referendum popolari, per cura di un sedicente MIP Movimento per l'immaginazione al potere. Forse la gente che lavora è stanca di essere sfruttata così senza vergogna come il fratello di Rino Gaetano - deriso sfruttato derubato, frustrato depresso calpestato odiato... e ti amo mariù. Mio fratello è figlio unico cantava Rino - era il 1976 - e magari un fratello non l'aveva ma neanche l'avrebbe avuto mai, perché non gli sarebbe mai stato simile. Rino non voleva far parte della gente che lavorava, onesta e…

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Cercare la strada

Cercare la strada

L'Italia degli anni Cinquanta. C'erano ancora gli artisti di strada come Zampanò, quelli che mangiavano il fuoco e rompevano le catene, davanti a un pubblico che se ne meravigliava. Giravano le campagne dal nord al sud, offrendo per soldi un po' di musica, e piccole cose straordinarie, quello che poteva incantare i contadini, gli ingenui, i bambini, l'atmosfera di un mondo che si estendeva inquieto e sconosciuto oltre l'orizzonte dei campi. Gelsomina vuole bene a quell'uomo grande e grosso che la maltratta. Sa di non essere una donna attraente, di non avere nulla che lo possa conquistare e solo l'incontro con il giovane acrobata la convince a credere che sia possibile intenerirlo. Ma un destino ineluttabile dei poveri e dei disperati irrompe nella storia, Zampanò uccide per sbaglio il giovane acrobata e getta il suo corpo sotto un ponte. Gelsomina che lo vede trova rifugio nella follia mentre Zampanò dopo anni di vagabondaggio morirà piangendo solo dinanzi al mare. .…

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Una notte di Munari

Una notte di Munari

Nel 1955 Bruno Munari presenta all'editore Valentino Bompiani il progetto di un libro per bambini: “Verso gli anni Cinquanta facevo delle ricerche sulla possibilità di comunicazione visiva della tecnologia editoriale... Realizzavo libri fatti solo di carte diverse di materia e di colore, un sedicesimo di carta patinata seguito da un sedicesimo di carta da pacchi e poi carta nera con due pagine rosse. Che cosa comunica? Oppure pagine tutte dello stesso colore ma con buchi, tagli, fustellature; poter voltare solo mezza pagina. Da questa sperimentazione nacque anche un libro per bambini intitolato Nella notte buia, dove si vede, (non si racconta a parole, si vede) una storia di gatti che vanno per i tetti, stampati in blu su carta nera... Fatto il menabò ne ero entusiasta. Chi potrà apprezzare questo nuovo tipo di libro se non un editore nuovo? Andai subito a proporlo a Bompiani il quale, con la sua gentilezza proverbiale, guardandomi come si guarda un bambino, mi disse:…

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Lo scrittore e il potere: Pier Paolo Pasolini

Lo scrittore e il potere: Pier Paolo Pasolini

Il 14 novembre 1974 Pasolini pubblica sul Corriere della Sera un lungo articolo che farà scandalo: "Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe.. Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974... Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli. Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari. Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti... di cui si sono resi colpevoli. Io…

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Architettura radicale

Architettura radicale

Da questo volantino è tratta l'immagine che significa questo blog. E' una immagine che parla di futuro e di bellezza ma anche di qualcosa che eternamente non ritorna. E' lieve, si proietta in spazi aperti e liberi dove regnano ragione e misura ma tutto sembra nascere dall'inquietudine delle onde. "S-SPACE è un luogo non fisico di produzione, elaborazione e trasmissione di idee, processi, eventi, apparizioni, profezie, ricordi, situazioni, esistenze. S-Space è esperienza e catalogo per l’architettura concettuale, espansa, impossibile, immaginaria e riflessa. S-space è un sistema globale teorico-pratico di didattica sperimentale per l’affinamento di strategie mentali...". Il volantino è del marzo 1971. Nel novembre dello stesso anno, nella discoteca Space Electronic di Firenze vari gruppi dell'architettura radicale, utopica e immaginaria, dagli Ant Farm al gruppo 9999 e Superstudio,  UFO, Gianni Pettena, Ugo La Pietra, Portola Institute, Giuseppe Chiari ecc. si daranno appuntamento in un “design happening” dove ciascuno porterà il proprio contributo di idee e di esperienze. . Erano giovani,…

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Un po’ di Sottsass (ancora)

Un po’ di Sottsass (ancora)

Dal 16 al 18 marzo a Milano, Palazzo della Permanente, si svolgerà la mostra del libro antico. Giorgio Maffei presenterà il joint-catalog su Sottsass che abbiamo elaborato insieme, ed esporrà libri e cimeli lì descritti e prezzati. Il catalogo è stato stampato in sole 60 copie e la copertina riproduce una fotografia di Sottsass del 1976 intitolata Design of Man’s Horrible Message to other Planets. E' disponibile on line un estratto. Libri, cataloghi, poster, la carta stampata. Quanto furono essenziali i libri all’arte e alla vita di Ettore Sottsass. Dal letto dove prese confidenza con la morte fino a Memphis e oltre, le copertine dei libri dicono quasi tutto. Ogni libro segna una tappa, racconta una storia a cui le parole non bastano ma che senza le parole non sarebbe potuta esistere. Da questi libri e cimeli disposti in ordine cronologico emergono i molteplici percorsi e le deviazioni che hanno segnato una vita. Disperdersi per ritrovarsi, non prendere niente per…

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La città inquieta e diversa

La città inquieta e diversa

"Siamo nella città inquieta e diversa..." dice D'Annunzio alla gente di Fiume nell'agosto 1920, dopo la lettura pubblica degli Statuti redatti con l'anarcosindacalista Alceste De Ambris. Inquieta e diversa lo era stata la città di Fiume, fra il 12 settembre 1919 e il «Natale di sangue» del 1920. La governava un poeta, per la prima volta al mondo, e il suo esercito era costituito da insubordinati di ogni grado e arma dell’Esercito Italiano. La gente che ci abitava, per più di un anno visse di pochi viveri, di feste e di spettacoli, di parole bellissime declamate e stampate quasi ogni giorno da Gabriele D’Annunzio, per tutti più brevemente «il Comandante». Olocausta, Città di Vita, Porto dell’Amore. Aveva una costituzione che sovvertiva il concetto di proprietà, un regolamento dell’esercito dove la cosa più importante era di superare in bellezza la Legione Tebana, era punto di confluenza di tutti gli indipendentisti e anticapitalisti del mondo, dall’Irlanda all’Egitto alla Russia bolscevica. Era un…

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Una immagine del ’77

Una immagine del ’77

Il primo di febbraio 1977 a Roma, un gruppo di giovani neofascisti spara e ferisce gravemente due studenti. Il giorno successivo un corteo di 50.000 persone assalta  e brucia la sezione del Fronte della Gioventù di via Sommacampagna. Mentre migliaia di giovani si dirigono verso la facoltà di Magistero occupata, in piazza Indipendenza una 127 bianca irrompe in coda al corteo. Ne escono due agenti in borghese che iniziano a sparare. Sono le squadre speciali alla loro prima apparizione. Altri spari giungono dai diversi punti della piazza e dal corteo. Rimangono gravemente feriti uno degli agenti in borghese e due studenti, Paolo Tomassini, di 24 anni e Leonardo (Daddo) Fortuna, di 22 anni. Questa foto è stata scattata da Tano D'Amico il 2 febbraio 1977 ma fu pubblicata solo vent'anni dopo, in uno dei quattro opuscoli editi dal giornale Il Manifesto (AA.VV., Settantasette. Fotografie di Tano D’Amico, Roma, Il Manifesto, 1997; vol. II pag. 17).  Il ragazzo ferito è Paolo,…

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