Ricordando Andrea / Remembering Andrea

Ricordando Andrea / Remembering Andrea

Non leggo giornali, raramente ascolto radio e televisione, non navigo se non per cercare le mie cose assurde. So poco di quel che accade. Stamattina 12 ottobre 2023 ho letto sul telefono il messaggio di un amico sconosciuto: Andrea Branzi è morto lunedì 9 ottobre. Abbondano a questo proposito encomi e sentenze dell’ignoranza informata. Andrea l’ho conosciuto anni fa ed è una delle rare persone a cui, quasi subito, non ho dato del lei. “Lei” è la mia arma da taglio silenziosa, sicura e perfettamente legale. Conoscevo la storia sua e degli Archizoom, mi entusiasmavano, come Adolfo Natalini e i Superstudio loro amici. Da qui alla chimica delle persone però ci passa. Anche adesso lo chiamo Andrea eppure non sono stato fra gli amici più stretti e neanche fra quelli nelle vicinanze, sono stato forse una decina di volte nel suo studio a Milano, poi a poco a poco non ci siamo sentiti più, tutto qui. Ma ad ogni incontro…

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Ricordo di Adolfo Natalini

Ricordo di Adolfo Natalini

Adolfo Natalini se n’è andato dalla vita il 23 gennaio. Se penso a Firenze penso a lui, a una veduta della città da non so che ristorante in collina, il sole tra la verzura e l’azzurro, le cose buone da mangiare un bicchiere di vino, i muri della sua casa al confine con Fiesole, armoniosa di spazi e tradizioni - saggezza di architetture nate dal bisogno e dal desiderio. Non riesco a immaginare Natalini in un giorno di pioggia. Non conosco linee più eleganti di quelle che lui ha tracciato sui quaderni di lavoro del Superstudio, progetti come ombre delle idee che riconciliano coi deserti e l’inesorabilità del tempo - ma non cercate equivalenti di cemento, non c’è niente di somigliante al mondo. Sono visioni, molte delle quali ho appeso ai muri di casa come specchi per la mente. Certo tutto questo è il suo regalo a chi rimane, le cose dell'intelligenza tornano al paradiso da cui provengono. Ma lui se n’è andato…

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Testamento di Andrea Branzi agli Archizoom

Testamento di Andrea Branzi agli Archizoom

Andrea Branzi, Paolo Deganello, Massimo Morozzi e Gilberto Corretti: gli Archizoom, architetti e designer radicali - o neomoderni, si disse poi, come il Superstudio, i 9999, Ufo, Strum, Zziggurat e altri gruppi, o cani sciolti come Ettore Sottsass Jr., Ugo La Pietra, Riccardo Dalisi, che stravolgevano la professione costruendo al posto delle case la propria vita. Le loro opere sono fatte più di carta che di cemento, più di parole che di mattoni, più di risate che di calcoli. E così nel 1969 accade che Andrea Branzi si rompe una gamba e finisce in ospedale, a Interlaken. Lo vanno a trovare fra gli amici Ettore Sottsass jr. e Fernanda Pivano che gli regalano una confezione di pennarelli sottili: con uno di quei pennarelli Branzi durante la degenza disegna il sacro testamento che custodisco nel mio museo archeoideologico: Dedico questo MIO TESTAMENTO SPIRITUALE a gli ARCHIZOOM Jr e Sr Via Pisana 79 - 50143 Firenze - 207052 e a tutti coloro…

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Grafica e Industria – Graphics and Industry

Grafica e Industria – Graphics and Industry

Questo catalogo descrive e illustra una raccolta di opuscoli commerciali, depliant e volantini pubblicitari di aziende italiane produttrici di mobili, complementi d'arredo e materiali per la casa. La ricerca si è rivolta principalmente alle aziende la cui attività progettuale ha influenzato gli stili e l'estetica del design, in alcuni casi si è tenuto conto esclusivamente dell'alto valore grafico del documento anteponendolo al suo significato storico. “Nati solitamente per un obiettivo immediato, presentare o vendere un prodotto, la loro esistenza è effimera («ephemera» sono spesso definiti sul mercato librario), il loro destino era ed è il cestino della spazzatura. Esaurita la missione dell’esser veduti e consultati non trovano posto in libreria. Forse per questo non ci si dava pena di mettere una data né il nome dell’artista, perché non era arte da prendersi sul serio quella pubblicitaria, solo i professionisti e quei pazzi dei futuristi lo potevano pensare. Eppure questi effimeri opuscoli a volte sorprendono tanto sono belli e comunicativi, tanto…

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Abitare è essere ovunque a casa propria

Abitare è essere ovunque a casa propria

C’è una riflessione di Ugo La Pietra che mi ha colpito molto, quando diceva che lui non ha avuto un posto in cui riconoscersi e riconoscere il proprio passato: nato in un paesino del Sud aveva sempre vissuto in città, a Milano. Come se la città non permettesse l’affondare delle radici e forzasse ciascuno a cercare un punto fermo in superficie. Per me è questa la ragione dell’esistenza della gramigna. Ho sempre avuto rispetto e curiosità per quei fili d’erbaccia che si stringevano all’orlo dei marciapiedi, che spuntavano alla base dei muri lungo le strade asfaltate, così comuni nei quartieri alla periferia di una città industriale negli anni Settanta. Un paesaggio che mescolava asfalto e terra, sassi e lastricati, alberi e filo spinato, muretti, cani randagi, escrementi, cemento, pozzanghere. Quel paesaggio nessuno mai lo ha cantato, nessuno mai ci ha visto gran che di speciale. Eppure quel paesaggio era percorso da una umanità straordinariamente vitale, quelli che tornano quando li…

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Architettura radicale

Architettura radicale

Da questo volantino è tratta l'immagine che significa questo blog. E' una immagine che parla di futuro e di bellezza ma anche di qualcosa che eternamente non ritorna. E' lieve, si proietta in spazi aperti e liberi dove regnano ragione e misura ma tutto sembra nascere dall'inquietudine delle onde. "S-SPACE è un luogo non fisico di produzione, elaborazione e trasmissione di idee, processi, eventi, apparizioni, profezie, ricordi, situazioni, esistenze. S-Space è esperienza e catalogo per l’architettura concettuale, espansa, impossibile, immaginaria e riflessa. S-space è un sistema globale teorico-pratico di didattica sperimentale per l’affinamento di strategie mentali...". Il volantino è del marzo 1971. Nel novembre dello stesso anno, nella discoteca Space Electronic di Firenze vari gruppi dell'architettura radicale, utopica e immaginaria, dagli Ant Farm al gruppo 9999 e Superstudio,  UFO, Gianni Pettena, Ugo La Pietra, Portola Institute, Giuseppe Chiari ecc. si daranno appuntamento in un “design happening” dove ciascuno porterà il proprio contributo di idee e di esperienze. . Erano giovani,…

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Un po’ di Sottsass (ancora)

Un po’ di Sottsass (ancora)

Dal 16 al 18 marzo a Milano, Palazzo della Permanente, si svolgerà la mostra del libro antico. Giorgio Maffei presenterà il joint-catalog su Sottsass che abbiamo elaborato insieme, ed esporrà libri e cimeli lì descritti e prezzati. Il catalogo è stato stampato in sole 60 copie e la copertina riproduce una fotografia di Sottsass del 1976 intitolata Design of Man’s Horrible Message to other Planets. E' disponibile on line un estratto. Libri, cataloghi, poster, la carta stampata. Quanto furono essenziali i libri all’arte e alla vita di Ettore Sottsass. Dal letto dove prese confidenza con la morte fino a Memphis e oltre, le copertine dei libri dicono quasi tutto. Ogni libro segna una tappa, racconta una storia a cui le parole non bastano ma che senza le parole non sarebbe potuta esistere. Da questi libri e cimeli disposti in ordine cronologico emergono i molteplici percorsi e le deviazioni che hanno segnato una vita. Disperdersi per ritrovarsi, non prendere niente per…

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La tessera di fotoreporter di Ettore Sottsass

La tessera di fotoreporter di Ettore Sottsass

Con Bruno (mio fratello) e Giorgio (Maffei) stiamo lavorando a un catalogo di libri e cimeli di Ettore Sottsass jr. Lo scorso anno Bruno e Giorgio hanno pubblicato per Corraini di Mantova I libri di / Books by Ettore Sottsass, una bibliografia completa corredata dalle immagini: quanto sono stati importanti i libri per l'arte, l'architettura e il design degli anni Sessanta e Settanta. Nei libri, coi libri e sui i libri hanno trovato asilo le idee per cui nessuno sarebbe stato disposto a investire una lira: le case che non si sarebbero mai costruite, gli oggetti che non sarebbero mai stati prodotti, le immagini che non sarebbero mai state appese alle pareti. Ci stiamo lavorando e fra le cose che siamo riusciti a mettere insieme la più commovente è una vecchia tessera. Una di quelle cose che sfuggono allo sguardo, mescolate come sono agli oggetti di uso quotidiano. Una tesserina da fotoreporter, senza altre immagini che una fotografia all'interno. Cosa…

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