STORIA DEL FUTURISMO – 1910. La battaglia di Venezia

STORIA DEL FUTURISMO – 1910. La battaglia di Venezia

. Il 27 aprile 1910 dalla Torre dell'Orologio di Venezia Marinetti, Boccioni, Bonzagni, Carrà, Russolo, Mazza e Palazzeschi lanciano sui turisti il volantino Venezia futurista in entrambe le versioni, italiana e francese (Venise futuriste, 200.000 copie dichiarate da Marinetti su COMOEDIA del 17 giugno 1910 con vignette di André Warnod), poi ristampato in maggio nella versione ampliata ad uso dei giornali col titolo: Contro Venezia passatista (vedi in questo blog Contro Venezia passatista). Nella ristampa,  tra i firmatari, scompare il nome di Bonzagni e viene aggiunto quello di Corrado Govoni. Di questa ristampa ci sono anche una versione francese (Venise futuriste, come nella prima edizione) e una in lingua inglese (Futurist Venice). Il primo agosto 1910 a Venezia, Teatro La Fenice, Marinetti improvvisa una serata futurista con un Discorso futurista ai Veneziani. Sono presenti Libero Altomare, Umberto Boccioni, Paolo Buzzi, Carlo Carrà, Enrico Cavacchioli, Gian Pietro Lucini, Armando Mazza, Aldo Palazzeschi e Luigi Russolo (vedi il manifesto di Francesco Balilla Pratella,…

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Testamento di Andrea Branzi agli Archizoom

Testamento di Andrea Branzi agli Archizoom

Andrea Branzi, Paolo Deganello, Massimo Morozzi e Gilberto Corretti: gli Archizoom, architetti e designer radicali - o neomoderni, si disse poi, come il Superstudio, i 9999, Ufo, Strum, Zziggurat e altri gruppi, o cani sciolti come Ettore Sottsass Jr., Ugo La Pietra, Riccardo Dalisi, che stravolgevano la professione costruendo al posto delle case la propria vita. Le loro opere sono fatte più di carta che di cemento, più di parole che di mattoni, più di risate che di calcoli. E così nel 1969 accade che Andrea Branzi si rompe una gamba e finisce in ospedale, a Interlaken. Lo vanno a trovare fra gli amici Ettore Sottsass jr. e Fernanda Pivano che gli regalano una confezione di pennarelli sottili: con uno di quei pennarelli Branzi durante la degenza disegna il sacro testamento che custodisco nel mio museo archeoideologico: Dedico questo MIO TESTAMENTO SPIRITUALE a gli ARCHIZOOM Jr e Sr Via Pisana 79 - 50143 Firenze - 207052 e a tutti coloro…

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L’Almanacco Letterario Bompiani

L’Almanacco Letterario Bompiani

Almanaccare, fantasticare, predire il futuro: gettare uno sguardo oltre il presente, ficcare il naso nell’ignoto. Almanacchi ne sono sempre stati fatti dall’invenzione della stampa fino a oggi. La loro origine si trova nella cultura agricola e nel mondo oscuro della saggezza popolare, sono il primo tentativo di interpretare il ritmo delle stagioni spezzato da impreveduti ritardi, anticipazioni e disastri naturali. La cultura tutta ha radici agricole, viene dal bisogno realissimo di sopravvivere e di progettare un modo migliore di stare al mondo. C’è qualcosa che esprima la ragione e i molteplici aspetti della cultura meglio di un almanacco? Credo che L’Almanacco Letterario, pubblicato da Mondadori nel 1925, sia stato il prodotto più rappresentativo della cultura italiana dopo la guerra: la cultura che parlava di se stessa, cercando di assemblare arti, cronaca e scritture. Illustratori, artisti, scrittori, critici, saggisti, nessuno voleva restarne fuori: conosciuti o sconosciuti tutti volevano lasciare una traccia. Letteratura come costume, come modo d’essere, mezzo per comprendere il…

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STORIA DEL FUTURISMO – 1909. Le prime edizioni del Manifesto del Futurismo

STORIA DEL FUTURISMO – 1909. Le prime edizioni del Manifesto del Futurismo

Il 28 dicembre 1908 uno dei più violenti terremoti della storia italiana sconvolge La Calabria e la Sicilia: raggiunse l'11°/12° grado della scala Marcalli e la terra tremò per 37 secondi provocando un maremoto con onde alte fino a dieci metri. Le vittime furono circa 140.000, Messina fu completamente distrutta, Reggio Calabria fu distrutta per metà, innumerevoli i danni alle città limitrofe. Marinetti aveva già pronto per le stampe il suo Manifeste du Futurisme, di cui rimandò il lancio. Il manifesto del futurismo fu il primo e il più sconvolgente terremoto nella storia delle arti, ma all'opposto di quello che aveva provocato morte e distruzione liberò una enorme carica di energie intellettuali, di speranze e di aspettative, l'energia che era propria dei giovani: i futuristi furono i primi contestatori, con loro fa la sua prima apparizione sulla ribalta della storia la contestazione giovanile. Il manifesto viene letto da Marinetti per la prima volta il 15 gennaio 1909: al Teatro Alfieri…

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