Le stanze dei libri

Le stanze dei libri

Quando Giampiero Mughini ha presentato il suo libro da noi c'erano i soliti amici, quelli che da venticinque e passa anni  celebrano il collezionismo novecentesco leggendo comprando e scambiando libri idee documenti oggetti emozioni. C'erano poi delle ragazze e dei ragazzi, e io li ho spiati perché volevo trovare conferma a una mia convinzione, che se la giovinezza è amare i sensi e non pentirsi, i libri sono la sensualità fatta intelligenza: no non poteva bastare loro di toccare le vesti del personaggio televisivo. Conferme non ne ho avute, ma è probabile che sia io a non saper leggere segni e sguardi di chi mi è lontano quarant'anni. Ho la forte impressione che i giovanissimi disperino di poter essere mai compresi e che la zona dei loro interessi si situi in un territorio talmente sconosciuto alle madri e ai padri, a nonni zii maestri eccetera. Ma di una cosa sono certo, che un pezzo consistente di cultura è stato loro…

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Giampiero Mughini: Addio gran secolo dei nostri vent’anni

Giampiero Mughini: Addio gran secolo dei nostri vent’anni

. Ho letto il tuo libro così diverso dagli altri. L'ho letto perché sei un amico prima di tutto. L'ho letto per intero, e questo non perché siamo amici. C'erano cose che sapevo e altre no, raccontate attraverso libri, oggetti, foto che hai comprato e custodito gelosamente nel tempo. E' avvincente questo modo di dire le cose che ti distingue da sempre. Credo che riconoscerei la tua scrittura fra tutte già a partire dall'orientamento: non dici mai cazzate. Per cazzata intendo l'opinione - opinare chiacchierare, stare sempre alla superficie del "si" dice "si" fa "si" pensa eccetera, quando le cose non importano e non c'entrano con la vita. Parli soprattutto di libri, delle idee e del lavoro che ogni libro preserva. I libri non sono mai cazzate anche quando sparano cazzate. . Parli di libri e non certo per spiegarli. Li metti in fila e di traverso in modo che si vedano coincidenze derive o divergenze - che non sono…

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