maffei-tonini-sottsassCon Bruno (mio fratello) e Giorgio (Maffei) stiamo lavorando a un catalogo di libri e cimeli di Ettore Sottsass jr.
Lo scorso anno Bruno e Giorgio hanno pubblicato per Corraini di Mantova I libri di / Books by Ettore Sottsass, una bibliografia completa corredata dalle immagini: quanto sono stati importanti i libri per l’arte, l’architettura e il design degli anni Sessanta e Settanta.
Nei libri, coi libri e sui i libri hanno trovato asilo le idee per cui nessuno sarebbe stato disposto a investire una lira: le case che non si sarebbero mai costruite, gli oggetti che non sarebbero mai stati prodotti, le immagini che non sarebbero mai state appese alle pareti.
Ci stiamo lavorando e fra le cose che siamo riusciti a mettere insieme la più commovente è una vecchia tessera. Una di quelle cose che sfuggono allo sguardo, mescolate come sono agli oggetti di uso quotidiano. Una tesserina da fotoreporter, senza altre immagini che una fotografia all’interno. Cosa è la cultura? E’ sapere della propria civiltà, del proprio tempo, da dove vengono i pensieri che abbiamo, le domande che ci facciamo. E come si fa a ignorare il nome che compare sulla tessera? Ettore Sottsass jr.

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Se non sai che è esistito – e che ci teneva a differenziarsi, con quel jr., dal padre architetto che amava, per farsi di lui più piccolo – ti manca un pezzo del mondo da cui vieni.

sottsass-1950-epoca-1EPOCA quel giornale invece lo conoscono tutti e proprio per questo pochissimi fanno caso al logo.
Quel logo lo ha creato Bruno Munari, uno senza di cui metà della nostra cultura visiva sarebbe inspiegabile. La banale tesserina sta diventando un’altra cosa. E’ ragionevole pensare che come ha fatto il logo e il design della rivista, Munari abbia disegnato anche la tesserina, e quel bel rosso intenso, quel gusto con cui lo spazio bianco è contornato dal rosso e la disposizione dei blocchi di testo e del logo mi sembrano una prova più che sufficiente.

Che cosa è adesso quella banale tesserina? E’ un oggetto di raffinata eleganza e un ricordo struggente. Ma questo non è abbastanza. Non basta guardare. Occorre anche sapere il tempo, i luoghi, le persone.

EPOCA viene lanciata il 14 ottobre 1950, sotto la direzione di Alberto Mondadori, mentre la tessera reca la data, antecedente, del “31 agosto 1950”. La data è però ritoccata con inchiostro di diverso colore in modo che lo zero diventi un nove e si legga la data “31 agosto 1959”. La firma non sembra essere quella di Alberto Mondadori, e nemmeno quella di Enzo Biagi che dirigeva il giornale nel 1959.

sottsass-1950-epoca-3Perché qualcuno ha corretto la data?
Di chi è la firma del direttore?
Io non so se Sottsass sia mai stato fotoreporter di EPOCA e la spiegazione preferisco immaginarmela.
Per me Sottsass  chiese una tesserina all’amico Munari (che conosceva dall’epoca della prima mostra degli astratti all’Art Club di Roma nel 1948) per poterla truccare e girare il mondo in barba a dogane e polizie. Mi sembra la più logica per uno che come architetto non ebbe in Italia una sola commessa e produceva oggetti e immagini come questi:

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che amava ridere e giocare con le cose e la vita. Come nel suo racconto di quando Adriano Olivetti voleva un sole sulla prima macchina da scrivere elettrica – e Sottsass spiegava questa cosa con il desiderio di luce che più di tutti hanno i vecchi.

 

This Post Has 5 Comments

  1. Francesco

    Che bello questo post! Amo molto Sottsass jr, come amo molto il libro sui suoi libri. Quando sarà pronto il catalogo di cimeli sottsassiani?
    Cordialità
    Francesco Laghezza

    1. Paolo Tonini

      Grazie per il commento. Il catalogo sarà pronto in occasione della mostra del libro antico a Milano, Palazzo della Permanente, dal 16 al 18 marzo.

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