Ricordo di Adolfo Natalini

Ricordo di Adolfo Natalini

Adolfo Natalini se n’è andato dalla vita il 23 gennaio. Se penso a Firenze penso a lui, a una veduta della città da non so che ristorante in collina, il sole tra la verzura e l’azzurro, le cose buone da mangiare un bicchiere di vino, i muri della sua casa al confine con Fiesole, armoniosa di spazi e tradizioni - saggezza di architetture nate dal bisogno e dal desiderio. Non riesco a immaginare Natalini in un giorno di pioggia. Non conosco linee più eleganti di quelle che lui ha tracciato sui quaderni di lavoro del Superstudio, progetti come ombre delle idee che riconciliano coi deserti e l’inesorabilità del tempo - ma non cercate equivalenti di cemento, non c’è niente di somigliante al mondo. Sono visioni, molte delle quali ho appeso ai muri di casa come specchi per la mente. Certo tutto questo è il suo regalo a chi rimane, le cose dell'intelligenza tornano al paradiso da cui provengono. Ma lui se n’è andato…

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Superstudio e  l’architettura radicale

Superstudio e l’architettura radicale

Il prossimo 7 giugno a Torino, presso la Galleria Sonia Rosso, ore 18, verrà inaugurata la mostra SUPERSTUDIO E L'ARCHITETTURA RADICALE, a cura di Paolo e Bruno Tonini (L'Arengario Studio Bibliografico), entrata libera e gratuita. I visitatori potranno vedere e sfogliare dal vivo, oltre alle pubblicazioni storiche, inediti materiali d'archivio dal 1966 alla fine degli anni Settanta, dagli album di Adolfo Natalini alle stampe in radex dei progetti, ai libri autoprodotti, ai poster, alle svariate pubblicazioni in riviste italiane ed estere dove prendevano forma le nuove immagini. Ho conosciuto Adolfo Natalini il 25 ottobre 2010 per iniziativa di Vittorio Savi, suo amicissimo. Vittorio Savi era un uomo appassionato fra mille altre cose all’architettura di vetro, per questo aveva cercato e trovato da Bruno e me, anni fa, il famoso libro di Scheerbart. Il filo sottile e resistente di quella felicità ha dato origine al nuovo incontro. Il tempo di presentarci, di frugare fra carte e disegni e di pranzare insieme.…

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Architettura radicale

Architettura radicale

Da questo volantino è tratta l'immagine che significa questo blog. E' una immagine che parla di futuro e di bellezza ma anche di qualcosa che eternamente non ritorna. E' lieve, si proietta in spazi aperti e liberi dove regnano ragione e misura ma tutto sembra nascere dall'inquietudine delle onde. "S-SPACE è un luogo non fisico di produzione, elaborazione e trasmissione di idee, processi, eventi, apparizioni, profezie, ricordi, situazioni, esistenze. S-Space è esperienza e catalogo per l’architettura concettuale, espansa, impossibile, immaginaria e riflessa. S-space è un sistema globale teorico-pratico di didattica sperimentale per l’affinamento di strategie mentali...". Il volantino è del marzo 1971. Nel novembre dello stesso anno, nella discoteca Space Electronic di Firenze vari gruppi dell'architettura radicale, utopica e immaginaria, dagli Ant Farm al gruppo 9999 e Superstudio,  UFO, Gianni Pettena, Ugo La Pietra, Portola Institute, Giuseppe Chiari ecc. si daranno appuntamento in un “design happening” dove ciascuno porterà il proprio contributo di idee e di esperienze. . Erano giovani,…

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