BERTOLUCCI Bernardo
(Parma 1941 - Roma 2018)
Ultimo tango a Parigi. Storia del film di Bernardo Bertolucci per la collana «DOCUMENTI» di Spettacoli e Società - 1 - testi di Mauro de Lumière e Claudio Sestieri - realizzazione grafica: Giancarlo Cancelli - consulenza editoriale: Andreas Cathomas
Luogo: [Milano]
Editore: Jabik & Colophon Editori
Stampatore: senza indicazione dello stampatore
Anno: marzo 1976
Legatura: brossura a due punti metallici
Dimensioni: 30,5x21,5 cm.
Pagine: pp. 48 n.n.
Descrizione: copertina illustrata con un fotogramma seppiato tratto dal film e uno a colori in quarta di copertina. Opuscolo originariamente allegato alla rivista «Spettacoli e Società» n. 11, interamente illustrato con fotogrammi in nero e a colori tratti dal film. Con una nota di Bernardo Bertolucci. L'opuscolo venne pubblicato dopo la sentenza definitiva che condannava il film al rogo (29 gennaio 1976). Edizione originale.
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 150ORDINA / ORDER
"Mi si chiede di parlare ancora di censura, di sequestri, di roghi. Non ho più niente da dire che non sia stato detto. Se non continuare a ripetere al P.C.I., il «mio partito» come dicono i contadini emiliani, di non perdere questa occasione. Di ritrovare un coraggio e una spregiudicatezza forse sopiti, di partire dalla lotta in Parlamento per la riforma del codice fascista per arrivare a mobilitare la base su una battaglia culturale più vasta. Di battersi senza paura per la libertà di pornografia, che è l'unico mezzo per vincere la pornografia dei mercanti. Di spingersi oltre, nella regione inesplorata della censura gestita dai mercanti, produttori, distributori, esercenti, dove la repressione è invisibile ma spietata, soprattutto contro i giovani autori. Ormai i magistrati moralizzatori li riconosciamo subito, a metà tra le caricature di Goya e una inquisizione rivisitata da Carmelo Bene. I mercanti invece..." (nota di Bernardo Bertolucci).

Il film, girato a Parigi dal 28 gennaio al 17 aprile 1972, venne proiettato integralmente, in anteprima mondiale, il 14 ottobre 1972 a New York. In Italia uscì nelle sale il 15 dicembre 1972, un giorno dopo l’anteprima europea. La settimana seguente il film venne sequestrato per “esasperato pansessualismo fine a se stesso”. In seguito a questa e ad altre denunce, cominciò un iter giudiziario che portò ad una sentenza di assoluzione in primo grado (il 2 febbraio 1973), ad una di condanna in appello, annullata per vizio di forma nel giugno del 1973 ma confermata nel secondo processo il 20 novembre 1974, e infine alla sentenza della Cassazione che condannò la pellicola al rogo il 29 gennaio 1976. Fortunatamente vennero salvate alcune copie a titolo di corpo del reato, che oggi sono conservate presso la Cineteca Nazionale. Per il regista ci fu una sentenza definitiva per offesa al comune senso del pudore, reato per il quale venne privato dei diritti civili (fra cui quello di voto) per cinque anni e condannato a quattro mesi di detenzione (pena poi sospesa). Nell’ottobre del 1982 la pellicola venne proiettata a Roma durante una rassegna cinematografica dal titolo «Ladri di cinema». Il fatto costò agli organizzatori una denuncia. Questi però vennero assolti e l’opera non venne più considerata proibita. A distanza di quindici anni, nel 1987, la censura riabilitò il film, permettendone la distribuzione nelle sale (Bertolucci stesso ne aveva conservata clandestinamente una copia).