D'AMICO Tano
(Filicudi, Isole Eolie 1942)
[1977-04-00-77-04] Ragazza e carabinieri [Uno sguardo]
Luogo: Roma
Editore: N. D.
Stampatore: N. D.
Anno: aprile 1977
Legatura: N. D.
Dimensioni: 18x24 cm.
Pagine: N. D.
Descrizione: fotografia originale in bianco e nero, titolata e firmata dall'autore. Lo scatto si riferisce a una delle tante manifestazioni della primavera del 1977 a Roma. E' una delle immagini più significative del Movimento ‘77. Stampa di epoca successiva a cura dell'autore (1997).
Bibliografia: Fotografia pubblicata per la prima volta in: LOTTA CONTINUA, Anno VI n. 134, 16 giugno 1977: pag. 5; e poco dopo nel libro di Tano D'Amico, «Se non ci conoscete», (Roma), Edizione Coop. Giornalisti Lotta Continua, giugno 1977; pag. 1; successivamente in: ALMANACCO BOMPIANI 1978, «Sorelle d'Italia. L'immagine della donna dal '68 al '78», Milano, Bompiani, novembre 1977; pp. 62-63; Tano D'Amico, «E' il '77», Roma, I Libri del No, 1978
Prezzo: € 400ORDINA / ORDER
"Il '77 lo vedo con tante immagini, con tante facce, con tante espressioni di giovani, ragazzi e ragazze, che non esistono più. Io ho visto che le facce di quel periodo sono scomparse. Sono scomparse forse perché la faccia ognuno se la fa, con le domande che si pone, e quelle domande forse non esistono più,almeno formulate in quel modo. E non esistono più le facce del 1977. Quello che mi fa riflettere molto è perché le facce compaiano tutte quante insieme, e scompaiano tutte quante insieme. Ho visto che nel caso del ‘77 è vero che quelle facce è come se fossero scomparse tutte quante insieme. Esistono dei periodi della storia che mi interessano molto... per esempio i volti che Caravaggio ha dipinto sono scomparsi tutti quanti insieme. Erano degli amici che si volevano bene, che non si trovavano bene nel mondo come era, avevano delle grandi aspettative e tutti quanti sono proprio scomparsi in giovane età, cioè non molto vecchi, tutti quanti prima di compiere i quaranta anni, uomini e donne, sono scomparsi. Sono rimaste le facce, di Caravaggio" (Tano D'Amico, 1997).

Nei primi giorni di gennaio 2020 si diffonde la notizia della morte di Simonetta Frau (Civitavecchia 1955 - Roma, 29 dicembre 2019), ritenuta la ragazza ritratta nella foto. Maestra in un Istituto Comprensivo di Ostia, militante e membro dell’esecutivo nazionale dell’Unicobas Scuola e Università, muore a soli 64 anni a causa di una grave malattia. Il suo ultimo post social è dedicato alla scuola: "La scuola potrà essere la seconda famiglia quando la famiglia tornerà ad essere la prima scuola“.
Il 14 gennaio 2020 tuttavia il giornale online CONTROPIANO dichiara: "Avevamo dato ieri la triste notizia della morte della compagna Simonetta Frau, insegnante e dirigente di Unicobas. Sull’onda delle voci di movimento che davano per certo fosse lei «la ragazza del ’77» immortalata da Tano D’Amico, anche noi avevamo titolato in questo modo. Ora la compagna Luana Emery fa sapere a tutti che c’è stato un errore, tanto più sgradevole quando si parla di rivolta e di morte. Contemporaneamente, altri lettori segnalano che invece sarebbe “Fiamma UtoFia Lolli ed viva e vegeta” (i refusi, a quanto pare, sono una prerogativa non solo nostra). E in effetti anche lei ha scritto quel che riportiamo qui di seguito. In attesa di una “rivendicazione” senza incertezze, ci scusiamo del nostro errore con i lettori. Ricordando a tutti che quella come altre immagini diventate «icona» di un tempo di conflitto mantengono il loro significato in quanto patrimonio collettivo. Come sempre avviene nella Storia, ognuno di noi può prestare per un attimo il proprio volto alla rivolta senza nemmeno averne l’intenzione. E quell’attimo resta nel tempo, al di là di noi…". Seguono due testimonianze, di Luana Emery e Fiamma Lolli:
- "Sono Luana Emery, come dice Silvia sono io nella foto. Mi dispiace molto per Simonetta che non conoscevo, ma vorrei fare chiarezza per quanti mi conoscono. Sono qui, sto scrivendo e sempre come dice Silvia, grazie a dio buddha e manitu sono VIVA. Vorrei gentilmente chiedere a chi ha postato di controllare le proprie fonti. Non sono arrabbiata, non voglio fare polemica ma solo far sapere ai miei amici che CI SONO. Grazie un saluto - Fiamma Lolli: SONO LEGGENDA. E' di questi giorni la notizia della morte di Simonetta Frau, insegnante, sindacalista, pittrice e autrice di «La seconda chance» (Mimesis Edizioni). Non l’ho mai conosciuta ma, naturalmente, la morte di una compagna e coetanea colpisce sempre. Simonetta Frau, però, leggo in queste ore, è stata anche la famosa «Ragazza e carabinieri», foto del 1977 di Tano D’Amico. Ora, che io sappia, la ragazza ero (e sono) io. Mi piacerebbe avere la conferma o la smentita di Tano (per non parlare di una stampa di quella foto!) ma, dopo tanti anni – bimbi: quasi quarantatré, ormai, glom – non ci spero più. Qualche anno fa, durante la presentazione di un suo libro alla Libreria Grande di Ponte San Giovanni (Perugia), disse che ero io (mi pare che la presentazione sia stata a cura di Giovanni Dozzini, chissà se ricorda qualcosa) e mi promise una stampa; mi dette il suo numero di telefono ma non ci trovammo mai. Me la sono stampata dal web. Anni dopo, durante una trasmissione radio su Rai3, lanciò la ricerca della “misteriosa ragazza”, ma lo seppi troppo tardi (mi avvertì, tra gli altri, Michele Cecere, anche qui chissà se ricorda) per chiamare. Da parte mia tutto quello che posso dire è che so di avere cominciato a vedere la foto su quotidiani e riviste pochi giorni dopo lo scatto e so di essere stata io, so di che colore era la bandana – blu e bianca – so che in uno uno dei tanti fogli volanti del ’77 c’era scritto «Fiamma si è sssiolta le tressie, oh!» (erano i tempi in cui scrivevamo, disegnavamo, pubblicavamo e affidavamo alle distribuzione del movimento innumerevoli deliri – noi intendo Olivier, Maurizio Gabbianelli detto Fanale, Carlo e tantissime e tantissimi altri) proprio perché da quando la foto cominciò a spuntare un po’ dappertutto non ne potei più di quell’aria guerriera con le trecce arrotolate per non dare appigli ai celerini durante gli scontri e le sciolsi. Da allora non mi sono mai più coperta la faccia in un corteo. Che vi devo dire di più? Nel corso del tempo ho sentito dire, letto, saputo, che la ragazza si chiamava Marina ed era (è, spero) di Napoli; che era una studente greca fuori sede; e, ora, che si chiamava Simonetta ed è morta. Che cosa dovrei fare, chiedere una rilevazione biometrica sulla distanza degli occhi, la forma di quel che si vede del naso, l’attaccatura dei capelli eccetera? Anche no. Ringrazio Sara, Francesco, Gina, Alessandro, Valentina, Marina, Aurora e ho perso il conto di chi altri per essersi preoccupati per la mia salute ma sto bene, ho solo (ancora) mal di schiena. Per il resto, da oggi sono – definitivamente – leggenda". [CONTROPIANO Giornale Comunista Online, 14 gennaio 2020].