NOTARI Umberto
(Bologna 1878 - Perledo Varsina, Como 1950)
Quelle signore (Scene di una grande città moderna) - [...] - Nuovissima edizione illustrata dal vero con 40 disegni originali dei pittori Ugo Valeri e Enrico Sacchetti
Luogo: Milano
Editore: Amministrazione Notari
Stampatore: Stabilimento Tipografico Virgilio - Milano
Anno: s.d. [febbraio/ottobre 1909]
Legatura: brossura
Dimensioni: 19,5x13 cm.
Pagine: pp. 318 (2)
Descrizione: copertina con applicata una illustrazione a colori di Ugo Valeri, titoli in giallo su fondo grigioverde, 37 illustrazioni al tratto (e non 40 come dichiarato), di cui 26 di Ugo Valeri appositamente create per questa edizione e 11 di Enrico Sacchetti (3 originali e 8 già pubblicate nella prima edizione illustrata del romanzo, edita dalla Società Editoriale Milanese nel 1907). I disegni di Valeri illustrano il romanzo, quelli di Sacchetti l'appendice: «I celebri processi contro Quelle Signore ai tribunali di Parma e di Milano» con una inedita nota introduttiva. Prima edizione con queste illustrazioni.
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 250ORDINA / ORDER
Il libro, pubblicato nel dicembre 1904 per la «Società degli scrittori italiani di Milano» e stampato dal tipografo Pietro Redaelli, viene sequestrato una prima volta nel gennaio 1905 per ordine del Procuratore di Parma (ordinanza del 23 dicembre 1904). Il processo, iniziato il 22 giugno 1906, si concluse il 23 giugno con sentenza di assoluzione per inesistenza di reato. Subito ristampato, l’editore (Società Editoriale Milanese) aggiungeva in appendice il resoconto del dibattimento a porte chiuse, a cui avevano partecipato in veste di difensori o di periti illustri personalità della cultura. Il libro venne nuovamente sequestrato per ordine del Tribunale di Milano a causa della pubblicazione di quel resoconto. Il secondo processo, iniziato il 2 febbraio 1907, si conclude il 5 febbraio con una sentenza che inibiva la pubblicazione del resoconto, comminando una multa di 200 lire a Notari e 100 lire al tipografo.
La data di pubblicazione di questa edizione si evince dalla pagina pubblicitaria a pag. 319: «Notari guida la Giovane Italia - Rivista di combattimento sociale-politico-letterario - Un numero ogni mese di 112 pagine, gran formato...». La rivista «Giovane Italia» venne pubblicata mensilmente dal n. 1 (gennaio 1909) al n. 10 (ottobre 1909) per poi diventare settimanale a partire dal n. 11 del 7 novembre dello stesso anno con sottotitolo «Giornale d'avanguardia» e successivamente «Settimanale d'avanguardia».
Da notare che l'illustrazione a pag. 253 (M.me L. Spada) già pubblicata nella prima edizione illustrata del 1907 e attribuita a Enrico Sacchetti, in questa nuova edizione reca la dicitura «Disegno di Libero Andreotti».
Dalla nota introduttiva all'appendice: "«Quelle signore» ha raggiunto in due anni nelle varie edizioni in lingua italiana in volume, e in dispense popolari, di lusso, ecc. la tiratura di 247.000 (duecentoquarantasettemila) esemplari. Con le traduzioni in francese, tedesco, ungherese, spagnuolo e russo il numero delle copie ha, nello stesso periodo di due anni, superato il milione. Esso costituisce quindi il più grande record librario d'Europa, avendo battuto quello di «Nana» di Zola e del «Quo vadis» che costituivano finora i più grandi successi librari" (pag. 239).
“Assolto per inesistenza di reato, «Quelle signore» in verità è un romanzo scritto con una certa spigliatezza, in uno stile sobrio ma vivace, che ha tuttavia più del grottesco che dell’osceno: c’è la retorica, sia pure divertita e a tratti ricca di amaro umorismo, della prostituta costretta per campare a «fare il mestiere»; ci sono i pervertimenti della società bene, a cominciare dalla magistratura stessa, un rappresentante della quale riceve dalla bocca di Marchetta - come disse orripilato il pubblico ministero nella sua requisitoria - «le soddisfazioni dei suoi bassi istinti»; c’è la dissacrazione dei generali falsamente puritani e dei deputati incorruttibili; il tutto tra la satira e il realismo, un occhio al sesso da sfogare e l’altro alla corruzione da reprimere” (Piero Lorenzoni, «Erotismo e pornografia nella letteratura italiana. Storia e antologia», Milano, Edizioni del Formichiere, 1976: pag. 133).
La data di pubblicazione di questa edizione si evince dalla pagina pubblicitaria a pag. 319: «Notari guida la Giovane Italia - Rivista di combattimento sociale-politico-letterario - Un numero ogni mese di 112 pagine, gran formato...». La rivista «Giovane Italia» venne pubblicata mensilmente dal n. 1 (gennaio 1909) al n. 10 (ottobre 1909) per poi diventare settimanale a partire dal n. 11 del 7 novembre dello stesso anno con sottotitolo «Giornale d'avanguardia» e successivamente «Settimanale d'avanguardia».
Da notare che l'illustrazione a pag. 253 (M.me L. Spada) già pubblicata nella prima edizione illustrata del 1907 e attribuita a Enrico Sacchetti, in questa nuova edizione reca la dicitura «Disegno di Libero Andreotti».
Dalla nota introduttiva all'appendice: "«Quelle signore» ha raggiunto in due anni nelle varie edizioni in lingua italiana in volume, e in dispense popolari, di lusso, ecc. la tiratura di 247.000 (duecentoquarantasettemila) esemplari. Con le traduzioni in francese, tedesco, ungherese, spagnuolo e russo il numero delle copie ha, nello stesso periodo di due anni, superato il milione. Esso costituisce quindi il più grande record librario d'Europa, avendo battuto quello di «Nana» di Zola e del «Quo vadis» che costituivano finora i più grandi successi librari" (pag. 239).
“Assolto per inesistenza di reato, «Quelle signore» in verità è un romanzo scritto con una certa spigliatezza, in uno stile sobrio ma vivace, che ha tuttavia più del grottesco che dell’osceno: c’è la retorica, sia pure divertita e a tratti ricca di amaro umorismo, della prostituta costretta per campare a «fare il mestiere»; ci sono i pervertimenti della società bene, a cominciare dalla magistratura stessa, un rappresentante della quale riceve dalla bocca di Marchetta - come disse orripilato il pubblico ministero nella sua requisitoria - «le soddisfazioni dei suoi bassi istinti»; c’è la dissacrazione dei generali falsamente puritani e dei deputati incorruttibili; il tutto tra la satira e il realismo, un occhio al sesso da sfogare e l’altro alla corruzione da reprimere” (Piero Lorenzoni, «Erotismo e pornografia nella letteratura italiana. Storia e antologia», Milano, Edizioni del Formichiere, 1976: pag. 133).









