BOCCIONI Umberto
(Reggio Calabria 1882 - Sorte 1916)
Pittura Scultura Futuriste (Dinamismo plastico). Con 51 riproduzioni quadri sculture di Boccioni - Carrà - Russolo - Balla - Severini - Soffici
Luogo: Milano
Editore: Edizioni Futuriste di Poesia
Stampatore: Stab. Tipo-Lirografico A. Taveggia - Milano
Anno: 1914 [marzo]
Legatura: brossura
Dimensioni: 20x13 cm.
Pagine: pp. (8) 469 (115)
Descrizione: un ritratto fotografico in bianco e nero di Boccioni di Emilio Sommariva al controfrontespizio e 51 tavole in bianco e nero nel testo. Con menzione fittizia del migliaio al retro. Prima edizione.
Bibliografia: Claudia Salaris, «Bibliografia del Futurismo», Roma, Biblioteca del Vascello, 1988: pag. 23
Prezzo: € 1500ORDINA / ORDER
"All'inizio del 1914 viene pubblicato il saggio «Pittura scultura futuriste», dedicato «al genio e ai muscoli dei miei fratelli Marinetti Carrà Russolo», in cui Boccioni, con la consapevole lucidità critica che lo so sorregge e che lo immunizza dall'euforia e dall'enfasi marinettiana, si sforza di sintetizzare i fondamenti teorici del movimento, esponendo le origini e la maturazione dell'estetica futurista - suscitando reazioni e polemiche, anche da parte degli stessi futuristi. Amareggiato, Boccioni attraversa un periodo di crisi e di sospensione dell'attività, teorica e pittorica" (A. Finocchi, in: AA.VV., «Il dizionario del Futurismo», Firenze, Vallecchi - Mart, 2001, vol. I pag. 149).

"Le affiches gialle, rosse, verdi, le grandi lettere nere bianche e bleu, le insegne sfacciate e grottesche dei negozi, dei bazar, delle "LIQUIDAZIONI" gli smaglianti waterclosets inglesi, le danze negre nel ritmo brutale degli tziganes tra le luci e le belle prostitute, ecco ciò che ci inspira e ci affascina (...) Noi odiamo quindi tutto quello che sa di intellettuale, di snobistico, di sublime tradizionale (...) Si ama il quieto vivere e la pagnotta. La massa lavora, i soldati si battono, ma gli artisti dormono tutti... E noi li sveglieremo a pedate!". (pp. 28-34).