L'ARENGARIO STUDIO BIBLIOGRAFICO
[Paolo e Bruno Tonini]
Metroposter. Parole di Renato Curcio e disegni di Pablo Echaurren per i viaggiatori della metropolitana di Roma
Luogo: Gussago
Editore: Edizioni dell'Arengario
Stampatore: senza indicazione dello stampatore
Anno: 2015 (17 dicembre)
Legatura: brossura a due punti metallici
Dimensioni: 29,7x21 cm.
Pagine: pp. 27 (1)
Descrizione: copertina illustrata con un e-collage a colori, impaginazione e design di Paolo Tonini. Opuscolo interamente illustrato a colori con la riproduzione delle tavole originali e dei metroposter pubblicati. Testi di Pablo Echaurren, Vincenzo Sparagna e Paolo Tonini. Tiratura di 100 esemplari. Errore di stampa al colophon in tutti gli esemplari: la data di pubblicazione è "1915" anziché "2015".
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 30ORDINA / ORDER
“C’era una volta un onesto editore che stava facendo bancarotta a causa di una bolletta telefonica... Era l’epoca dei primi numeri 999 erotici e qualcuno che stava lì non seppe resistere alla tentazione. La bolletta arrivò implacabile ed era una cifra milionaria insostenibile (allora eran lire). L’editore riuscì a onorare il debito: un libraio antiquario pagò tutto quel che c’era da pagare ed ebbe in cambio le tavole originali dei metroposter realizzati da Renato Curcio e Pablo Echaurren, e alcune serie a stampa, da loro firmati pazientemente uno per uno a garanzia. La preziosa piccola collezione rimase chiusa in un cassetto per vent’anni: il libraio che l’aveva acquistata aveva troppo altro da fare ma non voleva che finisse nel dimenticatoio e decise di cederla a noi. Ora, integrata con i fascicoli di Frigidaire e altro materiale, si può dire completa. Un museo se la comprerà prima o poi. Fine della storia. Per mezzo di questo opuscolo si potrà continuare a raccontarla” (Paolo Tonini).

“Era il novembre del 1993 e stavamo preparando il n. 155/156 di Frigidaire (dicembre ‘93/gennaio’94) quando Renato Curcio e Pablo Echaurren mi raccontarono la loro idea di realizzare dei manifesti speciali da affiggere nella metropolitana di Roma... L’idea di questi strani poster a due mani, che battezzai «metroposter», nasceva dai percorsi quotidiani in metro di Renato, che, essendo da qualche mese in semilibertà, usciva la mattina presto dal carcere e prendeva la metro a Rebibbia fino alla fermata Aventino per raggiungere il suo luogo di lavoro, la cooperativa editoriale «Sensibili alle foglie», che era in un appartamentino in Piazza Santa Maria Liberatrice a Testaccio. La sera riprendeva la metro da Aventino e tornava a Rebibbia per passare la notte in cella. Quei viaggi di poche decine di minuti erano per Curcio il suo contatto con un mondo esterno che aveva lasciato ben 18 anni prima, ovvero da quando era stato chiuso nell’inferno carcerario, spesso confinato in un crudele isolamento. Su quei vagoni traballanti l’umanità delle periferie più sconosciute, prigioniera della terribile banalità della vita quotidiana, gli si mostrava quasi nuda, tra le nebbie e i freddi delle albe e la tristezza di certe sere d’inverno. Le sue osservazioni silenziose, affamate di contatto umano, le fissava come appunti segreti su un taccuino, frammenti di un possibile diario intimo, né racconti, né versi, semplici sguardi tradotti in parole. Ne aveva parlato con Echaurren ed era nata l’idea di farne dei manifesti sotterranei, come dei graffiti stampati... Nel presentare i primi due metroposter nel paginone centrale di Frigidaire n.155/156 [...] li definii «manifesti underground per la comunicazione orizzontale». [...] La scrittura era di Renato, il segno di Pablo, che firmavano insieme ogni poster. La forma povera era coerente con l’idea di questa comunicazione sotterranea, fatta di parole e immagini lanciati come un messaggio d’amore per l’umanità verso sconosciuti nel buio delle gallerie.[...] Continuavamo ad organizzare ’affissione, ma la nostra situazione generale, come dimostrano anche i lunghi intervalli tra un fascicolo e l’altro, era sempre più difficile. Infine con il n.177/178 (ottobre/novembre 1995) il metroposter si ridusse al solo paginone centrale di Frigidaire e non venne nemmeno affisso. D’altra parte quello fu l’ultimo numero edito dalla storica Primo Carnera s.r.l., che avevamo fondato nel 1980. Schiacciati dai pesanti debiti generati dal taglio dei contributi editoria cui avremmo avuto diritto (deciso nel 1986 dalla commissione presieduta dal socialista Giuliano Amato), dovemmo interrompere le uscite e firmare un fallimento concordato” (Vincenzo Sparagna).

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