L'ARENGARIO STUDIO BIBLIOGRAFICO - Dott. Paolo Tonini
Metroposter - “Fogli underground di comunicazione orizzontale”. Collezione completa 1993-1994. Parole di Renato Curcio e disegni di Pablo Echaurren per i viaggiatori della metropolitana di Roma
Luogo: Cellatica
Editore: L'Arengario Studio Bibliografico, "Archivi e Collezioni"
Stampatore: prodotto in proprio
Anno: 2026 (21 settembre)
Legatura: brossura
Dimensioni: 29,7x21 cm.
Pagine: pp. XII - 15 (3)
Descrizione: copertina illustrata con un fotomontaggio a colori di Paolo Tonini. Opuscolo illustrato a colori, 15 schede ragionate. Testi di Pablo Echaurren («I metropposter»), Vincenzo Sparagna («Come nacquero i Metroposter»). Catalogo originale di tutto il pubblicato. Edizione digitale.
Bibliografia: N. D.
Prezzo: N. D.ORDINA / ORDER
"Pensammo che sarebbe stato bello prendere alcuni passi del libro («Metro» di Renato Curcio), isolarli e trasformarli in poster, in grafopitture, in manifesti per una comunicazione visiva collettiva, affinché in quella sospensione di ogni relazione diretta che è la Metro i viaggiatori si distraessero, leggessero e infine trovassero un frammento di vita, un punto di contatto tra sé e gli altri compagni della breve avventura. [...] Ne parlammo con Vincenzo Sparagna che subito ci offrì la sponda di Frigidaire. Così stampammo, diffondemmo e affiggemmo i nostri gloriosi Metroposter. Fogli di comunicazione orizzontale. [...] Ribaltamento della Metro come luogo di sbarramenti, cancelli, divieti, luogo di ferro e di cemento, luogo artificiale, sotterraneo, ctonio, privo di luce naturale, dove non c’è posto per fiori, piante, animali, sorrisi. [...] I nostri Metroposter volevano essere un piccolo spiraglio in questo universo avverso, fare uscire per un istante il lettore dal proprio bozzolo protettivo difensivo e offrirgli uno sguardo diverso su ciò che lo circondava, che lo inquietava. Non so se ci siamo riusciti, almeno però ci abbiamo provato. Se Majakovskij invitava gli artisti a usare le piazze come tavolozze e le strade come pennelli, noi abbiamo usato la metropolitana come un pennarello per creare un’affiche, come un’occasione per affrontare la questione murale di una società che tende a riprodurre isolamento e divisione" (dal testo di Pablo Echaurren).

"We thought it would be wonderful to take some passages from the book («Metro» by Renato Curcio) isolate them, and transform them into posters, grapho-paintings, and manifestos for collective visual communication. This way, in that suspension of any direct relationship that is the Metro, travelers could be distracted, read, and finally find a fragment of life, a point of contact between themselves and their fellow companions in that brief adventure. [...] We discussed this with Vincenzo Sparagna, who immediately offered us the support of Frigidaire. Thus, we printed, distributed, and put up our glorious Metroposters. Sheets of horizontal communication. [...] An overturning of the Metro as a place of barriers, gates, prohibitions, a place of iron and concrete, an artificial, underground, chthonic place, devoid of natural light, where there is no room for flowers, plants, animals, smiles. [...] Our Metroposters wanted to be a small glimmer of light in this adverse universe, to make readers step out of their protective, defensive cocoon for an instant and offer them a different perspective on what surrounded them, on what unsettled them. I do not know if we succeeded, but at least we tried. If Mayakovsky invited artists to use squares as palettes and streets as brushes, we used the subway like a marker pen to create an affiche, as an opportunity to tackle the mural question of a society that tends to reproduce isolation and division" (Pablo Echaurren).

DOWNLOAD PDF FILE