CIRIO Ditta
(Torino 1856)
Cirioeco n. 13. Listino caffè - cioccolato - cacao
Luogo: S. Giovanni a Teduccio (Napoli)
Editore: Società Generale delle Conserve Alimentari Cirio
Stampatore: Tip. Cav. P. Rocco - S. Giovanni a Teduccio, Napoli
Anno: 1934 (settembre)
Legatura: N. D.
Dimensioni: pieghevole 16x11,8 cm. che completamente svolto misura 16x33,4 cm.
Pagine: N. D.
Descrizione: copertina e retro illustrati a colori. Design e impaginazione di gusto futurista di autore anonimo. Opuscolo pubblicitario originale.
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 80ORDINA / ORDER
La Cirio fu fondata a Torino nel 1856 dal piemontese Francesco Cirio, allora ventenne, che decise di introdurre la tecnica per quel tempo innovativa di conservazione in scatola detta appertizzazione iniziando con i piselli. Questa tecnica, inventata da Nicolas Appert, consisteva nell'eliminare l'aria dai contenitori dopo averli riempiti con il cibo da conservare, sottoponendo a bollitura prolungata il contenitore dopo averlo chiuso. I risultati di questo metodo erano buoni, ma l'assenza di conoscenze specifiche sui batteri lasciava spazio ad un certo empirismo nell'applicazione. Fu in questo contesto che Francesco Cirio mise a punto il suo metodo (il metodo Cirio) con il quale ottenne riconoscimenti nella Grande Esposizione Universale di Parigi del 1867. Lo stabilimento di Torino avviò una apprezzata produzione che sfociò nella esportazione dei suoi prodotti nel mondo. Per queste ragioni la Cirio vanta di essere la più antica industria conserviera dell'Italia settentrionale. Dopo l'unità d'Italia, la società aprì alcuni stabilimenti nel Mezzogiorno, tra cui quello di San Giovanni a Teduccio (NA), recuperando anche numerose aree agricole abbandonate, e rafforzando negli anni la sua presenza nel Napoletano. Entrata tramite la SME nell'orbita dell'IRI allora gestita da Romano Prodi fu oggetto, direttamente o indirettamente in fase di privatizzazione di operazioni delle quali la magistratura ebbe modo di occuparsi sia per quello che si riferisce alla vicenda SME, sia a quella Lamiranda, sia infine a quella Federconsorzi, con il coinvolgimento del Gruppo Cragnotti che la acquisiscr per 400 mliardi di lire e la Parmalat che ne rileva il settore latte. Nel novembre 2002 una rata di prestito non fu onorata. Questo, però, determinò, in base alla clausola del cross default la caduta in sofferenza di tutte le obbligazioni del gruppo e così in breve l'insolvenza divenne generalizzata. La procedura dell'amministrazione straordinaria permise, però, in tempi relativamente brevi, di separare la parte produttiva dal marasma delle altre posizioni e di permettere una ripresa dal punto di vista industriale. Il settore industriale è stato conferito a Conserve Italia.