MARIANI Mario
[Mariano Mariani] (Roma 1883 - San Paolo del Brasile 1951)
Le adolescenti. Novelle - Illustrazioni di Renzo Ventura
Luogo: Milano
Editore: Modernissima Casa Editrice Italiana
Stampatore: senza indicazione dello stampatore
Anno: 1919 [ma marzo/aprile 1920]
Legatura: brossura
Dimensioni: 19x14,5 cm.
Pagine: pp. 178 (6)
Descrizione: copertina con composizione grafica dei titoli in nero e rosso su fondo beige, 10 illustrazioni a piena pagina e 10 finali al tratto di Renzo Ventura (pseud. di Lorenzo Valentino Contratti). Espunta la novella «Maria Veraldi». Al suo posto una «Avvertenza» dell'editore: "Mario Mariani si è rifiutato di mutilare, sia pure di una sola frase, questa sua bellissima novella. Gli è parso, e noi ne condividiamo il parere, che il togliere una parola, un aggettivo, per non offendere più oltre l'ipersensibile pudore (sic!) dei giudici che hanno condannato pochi periodi delle «Adolescenti» sarebbe equivalso a sconciare alcune fra le più nobili pagine del volume..." (pag. 19). Dichiarazione all'occhietto: "Terza edizione riveduta e corretta, settimo migliaio".
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 150ORDINA / ORDER
Il libro, pubblicato il 15 settembre 1919 viene esaurito nel giro di due mesi (si parla di 4000 o 6000 copie. Mariani, Ventura e l'editore Icilio Bianchi vengono incriminati per oltraggio al pudore e il processo inizia nel dicembre 1919. Il 19 febbraio 1920 il processo si conclude con la sentenza di condanna a 15 giorni di reclusione e a una multa di 100 lire ciascuno per oltraggio al pudore, escludento l'aggravante dei fini di lucro,

"«Le adolescenti» del 1919, al momento della sua comparsa in libreria, vendette, in soli pochi giorni, tutte le seimila copie stampate. Le illustrazioni di Ventura ripropongono, in diverse situazioni, il tema della giovinetta alle prese con le occhiate, evidentemente interessate, di uomini maturi. [...] Uno dei disegni di Ventura propone una modella «adolescente» nuda che posa per un pittore vicino ad una poltrona il cui rivestimento è a tema floreale; ma le rose sembrano occhi umani sgranati nel vedere tale giovane bellezza. Oggi non possiamo non pensare a Balthùs ed alle sue descrizioni artistiche vagamente erotiche ma, talvolta, accusate di pedofilia. Le novelle, ben scritte e congeniate, ammiccanti, provocatrici e sensuali, destarono notevole interesse. Essendosi esaurita la prima edizione, l’editore Icilio Bianchi, titolare della «Modernissima» di Milano, decise di ristampare il volume ma venne, tempestivamente, fermato dalla magistratura inquirente dell’epoca che avviò un procedimento penale contro l’autore, l’illustratore e l’editore stesso. In particolare, furono oggetto di attenzione sia le illustrazioni di Ventura che la novella “Maria Veraldi” ove si narra l’amore, estremamente sensuale, tra un giovane quattordicenne ed una undicenne. Il processo, celebrato a Milano, davanti alla VIII sezione penale del Tribunale, ebbe clamorosa eco presso il pubblico italiano che, nell’intendimento della pubblica accusa, era il principale soggetto da proteggere dalle oscenità di Mariani e di Ventura. L’esito fu la condanna per gli imputati «alla reclusione di giorni 15 e della multa di lire 100 per ciascuno». Nel corso del dibattimento, l’editore, con astuta iniziativa imprenditoriale, diede alle stampe una nuova versione de «Le adolescenti» da cui, tuttavia, espunse prudenzialmente la novella incriminata «Maria Veraldi» che Mariani si rifiutò di mutilare prima di avviare la ristampa. All’interno del volume, emendato di tale novella, si legge una singolare avvertenza: «La novella Maria Veraldi è stata quindi messa in disparte nella speranza che, dopo la sentenza della corte d‘appello […] ci sia possibile, anche per il buon nome della magistratura italiana, ripubblicarla nella sua integrità». Questa nuova edizione venne arricchita sia dal resoconto del processo di Milano che di un’appendice polemica dell’autore: «Il processo alla letteratura». «Notorietà = invidia degli imbecilli» è l’incipit futurista di Mario Mariani che invoca la libertà d’espressione e quella artistica, richiamando temi scottanti (quali l’omosessualità maschile, il lesbismo), trattati in letteratura da grandi autori a lui coevi, citando «L’isola dei baci» di Corra e Marinetti, «Sciogli la treccia, Maria Maddalena» di Guido da Verona, «Perfidie» di Mura e, naturalmente, il Vate de «Il piacere» e de «Il fuoco». [...] Non sarebbe stato accontentato. Nel 1951 Mariani spirò e non fece in tempo a vedere nuovamente stampata la sua opera e, specialmente «Maria Veraldi» che spuntò sommessamente in edicola solo nel dicembre del 1966. La casa editrice «Società di diffusione periodici» di Milano lanciò la collana «Poker d’assi» che proponeva, in forma semiclandestina, grandi classici dell’erotismo, [...] titoli che sfidavano i «pretori d’assalto» dell’epoca [...]. Il numero otto della collana ripropone, unitamente a due novelle di Guido da Verona, proprio «Maria Veraldi»" (Alessandro Zontini, «Le adolescenti di Mariani - La censura e il processo» IL PICCOLO CREMONA, 10/10/2020).

"Le adolescenti di Mariani precorrono in un certo senso le Lolite di Nabokov, per la loro ancor tenera età e per la loro innata malizia; salvo che a concupirle e a possederle sono per lo più dei giovani di poco maggiori d'età e totalmente alieni da sofisticate manie o da perplessità freudiane. Abile nel caratterizzare l'ambiente e la società in cui vivono le sue conquiste giovanili, [...] Mariani racchiude per così dire l'anatomia e la psicologia delle sue appena puberi eroine in un modulo che è più o meno il medesimo nei vari racconti: monelle e spavalde, la «bocca scarlatta», le «gambette esili e perfette», le «carni bianchissime», le sue adolescenti sono aggressive nei salotti e remissive nelle alcove, amorali più che immorali, acerbe nel corpo, mature nel sesso. Provviste da madri severe o compiacenti, di padri permissivi o intransigenti, esse attendono, comunque e con malcelata impazienza, di venir violate; ma più per curiosità che per amore, più per passione che per sentimento. Sono, in una parola, le ragazzine ingenuamente perverse dell'oggi e le donne ingannevoli di domani. Dei racconti incriminati, quello che costò la condanna al Mariani fu soprattutto il primo, intitolato «Maria Veraldi» che portava sul frontespizio il disegno (di Renzo Ventura) di una fanciulla tutta nuda, la mano sul pube, con a fianco un mastodontico crocefisso. Il racconto, che ben poco ha di originale, è imperniato «more solito», sulla deflorazione consensuale di una fanciulletta la quale, meno solitamente, ha soltanto undici anni, tre meno del suo seduttore; e Mariani, memore dell'«Enfer» di Barbusse, parla della vagina di Maria come della «bocca più ardente»..." (Piero Lorenzoni, «Erotismo e pornografia nella letteratura italiana. Storia e antologia», Milano, Edizioni del Formichiere, 1976: pp. 137-137).