FIAT Fabbrica Italiana Automobili Torino
(Torino 1899)
La nuova edizione della 1100: "1100 D" FIAT
Luogo: (Torino)
Editore: FIAT Stampa e Propaganda
Stampatore: I.G.D.A. S.p.A. - Novara
Anno: s.d. [1962]
Legatura: pieghevole 20,6x27,8 cm. che completamente svolto misura 61,5x27,8 cm.
Dimensioni: N. D.
Pagine: N. D.
Descrizione: copertina illustrata con una immagine fotografica in bianco e nero su fondo mattone e 5 immagini fotografiche b.n. n.t. Stampa in nero e mattone. Design e impaginazione di autore anonimo. Opuscolo pubblicitario originale.
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 130ORDINA / ORDER
La Fiat 1100 è un'automobile prodotta dalla casa automobilistica Fiat dal 1939 al 1969. La capostipite di tutte le "1100" fu la Fiat 508C «Nuova Balilla 1100», uscita nel giugno del 1937, la cui evoluzione stilistica, presentata alla fine del 1939 e subito ribattezzata popolarmente "musone", fu la prima vettura della marca torinese a fregiarsi della denominazione Fiat 1100. Nell'immediato dopoguerra (settembre 1948), la 1100, lievemente modificata, assunse la designazione di 1100 B, poi, alla fine dell'estate del 1949, uscì la 1100 E - caratterizzata esteriormente dall'adozione di un vano posizionato nella coda, destinato all'alloggiamento della ruota di scorta - che rimase a listino fino alla primavera del 1953 quando nacque la 1100-103. Grazie alla sua abitabilità, la 1100 ebbe in quegli anni un notevole successo specialmente come taxi o come base per gli allestimenti ad ambulanza. In precedenza, durante la guerra, era già stato prodotto un modello modificato in allestimento "ufficio mobile". Nel 1953 l'auto fu radicalmente modificata: nacque la 1100/103. Si trattava di un'autovettura totalmente nuova, dotata di scocca portante. Della progenitrice manteneva solamente il motore 4 cilindri con albero a camme laterale di 1089 cm³. La 103, messa sul mercato nell'aprile 1953 in due versioni, la Tipo A, più economica, e la Tipo B, maggiormente rifinita, si caratterizzava per una moderna linea a 4 porte e 3 volumi, con parafanghi integrati e coda tondeggiante. Pochi mesi dopo il debutto fu presentata anche la 103 Familiare, ovvero la versione giardinetta. La 103 ottenne grande successo, soprattutto nella versione berlina Tipo B : la Tipo A (disponibile solo in grigio e con allestimento spartano) non piacque molto, mentre la Familiare era apprezzata da artigiani e commercianti. Tutte le 103, comunque, grazie al sedile anteriore intero e alla leva del cambio al volante, potevano ospitare 6 persone. Nell'ottobre del 1953 fu lanciata la versione 103 TV (Turismo Veloce) con motore potenziato di 14 HP (per un totale di 50, contro i 36 delle altre versioni), albero di trasmissione diviso in due parti collegate da un giunto, verniciatura bicolore, finiture più ricche, "codine" al bagagliaio e terzo faro centrale (inserito nella mascherina). Al Salone di Ginevra del marzo 1955 fu presentata la 103 Trasformabile: disegnata dalla Sezione Carrozzerie Speciali della Fiat, si trattava di una piccola spyder a 2 posti, con tratti americaneggianti (anche se non fu mai esportata negli Stati Uniti) e meccanica della 103 TV berlina.Nel 1956 un restyling interessò la 103 berlina e familiare, dando vita alla serie 103 E. Al Salone di Torino dell'autunno 1957 uscì la serie 103 D (conosciuta anche come modello 58), contraddistinta soprattutto dall'incremento delle dimensioni grazie a un bagagliaio più lungo e più capiente, mentre nel 1958 le TV berlina e Trasformabile furono rimpiazzate dalle corrispondenti versioni della 1200. Nel marzo del 1959 un ulteriore restyling diede vita alla serie 103 H (definita anche come "Tipo Lusso") che andò ad aggiungersi alla 103 D: il nuovo modello si distingueva dalla versione base per il motore più potente ma anche per un equipaggiamento più ricco. Nel 1959-60 la gamma era pertanto composta dalle versioni base (103 D), dalla versione Lusso (103 H) e dalla Familiare. Nell'autunno 1960 la gamma delle 103 fu rivoluzionata: la versione "base" fu denominata "Export" ed ereditò la carrozzeria della precedente 103 H (la cosiddetta berlina Lusso) anche se in edizione semplificata, mentre la versione di maggior pregio, cui venne assegnata la denominazione Special, adottò il corpo vettura della 1200 Granluce reso più piacevole dall'eliminazione di numerosi orpelli cromati. Entrambe montarono il motore da 48/50 hp, che consentiva loro di superare i 130 km orari di velocità massima. Anche la Familiare beneficiò di qualche piccola modifica e adottò il medesimo motore delle berline. Nell'autunno del 1962 un ulteriore restyling diede vita alla 1100 D. A cambiare furono soprattutto la mascherina anteriore, i fanalini, i fregi cromati (semplificati) e gli interni. Dal punto di vista tecnico le novità maggiori erano l'adozione del motore di 1221 cm³ (ex 1200 Granluce) da 55 hp e l'adozione del carburatore monocorpo. Le 1100 D erano disponibili in un unico allestimento, identico tra berlina e Familiare. Nel gennaio del 1966, nell'imminenza del lancio delle più moderne 124 (avvenuto appena due mesi dopo), per evitare ogni possibile concorrenza tra i due modelli, la 1100 fu riposizionata verso il basso e motorizzata di nuovo con un motore da 1089 cm³ e 48 HP. Contemporaneamente la carrozzeria fu rivista nel frontale (completamente ridisegnato) e negli interni (semplificati dall'adozione di componenti della 850, come la strumentazione). Sulla berlina cambiò anche la coda, ora più squadrata, priva di pinne e dotata di luci circolari (le stesse della 850). Dal punto di vista tecnico si segnalava anche l'adozione di freni anteriori a disco e il comando del cambio a cloche anziché quello ormai in disuso al volante. La nuova versione, denominata 1100 R (ovvero "Rinnovata"), rimase in listino — sia nella versione berlina che in quella Familiare — fino all'ottobre del 1969, quando fu definitivamente sostituita dalla Fiat 128 immessa sul mercato circa cinque mesi prima.