MOVIMENTO FUTURISTA - MOUVEMENT FUTURISTE
[diretto da / dirigée par: F.T. Marinetti]
La Bandiera Futurista - Marciare non marcire
Luogo: Milano
Editore: Movimento Futurista diretto da F.T. Marinetti
Stampatore: senza indicazione dello stampatore
Anno: 1915 [maggio/giugno]
Legatura: N. D.
Dimensioni: N. D.
Pagine: N. D.
Descrizione: cartolina postale illustrata a colori in rosso, bianco e verde, viaggiata, con bollo e timbro postale. Lettera dal fronte spedita da un amico a Luigi Freddi ("Soldato Freddi Gino"). Edizione originale.
Bibliografia: Maurizio Scudiero, «Futurismi postali», Rovereto, Longo, 1986; pag. 31 n. 5
Prezzo: € 650ORDINA / ORDER
"Verso la primavera del 1915, in pieno clima interventista... vengono editate le due famose cartoline tricolore. Cronologicamente la prima è la «Cartolina Futurista Tipo-Cangiullo» con la sottotitolazione ufficiale del «Movimento»... La bandiera italiana vede alterati gli equilibri cromatici a causa dell'accentuata sproporzione che assume la campitura in rosso. In sovrimpressione vi è, verticalmente, un formulario... Si tratta di una sorta di suddivisioni tematiche (futurismo - guerra - novità e affari - piaceri - donne - viaggi e appuntamenti - saluti o insulti) che invitano perciò a risposte rapide e sintetiche per essere poi «sommate» in un «Totale» che ne dovrebbe riassumere lo stato d'animo... Nelle cartoline, al verso... vi è la giustificazione teorica in cui Marinetti spiega la disarmonia cromatica... Nell'altra cartolina tricolore troviamo invece in sovripressione orizzontale la scritta «La bandiera futurista», seguita dal motto «Marciare non marcire». Al verso torna l'intestazione tradizionale del Movimento in inchiostro rosso e non è presente nessuna spiegazione per la voluta sproporzione cromatica appunto perché già giustificata nella «Cartolina Futurista Tipo-Cangiullo», evidentemente anteriore di poco. Il connubio del tricolore con il motto «Marciare non marcire», rendono la cartolina molto popolare e non è raro, nelle foto al fronte, vederla infilata ccanto alla penna sul cappello degli alpini" (Maurizio Scudiero, «Futurismi postali», Rovereto, Longo, 1986; pp. 30-32).

Luigi Freddi, giornalista e politico, fu vicesegretario dei fasci italiani all'estero, e successivamente uno dei massimi responsabili della politica cinematografica italiana dalla seconda metà degli anni trenta all'inizio degli anni Quaranta.