L'ARENGARIO STUDIO BIBLIOGRAFICO
(Brescia 1980 - in attività)
Il viaggio della Stella Polare (1899 - 1900). L'archivio del medico di bordo Pietro Achille Cavalli Molinelli
Luogo: Gussago
Editore: Edizioni dell'Arengario
Stampatore: senza indicazione dello stampatore
Anno: 2007 (aprile)
Legatura: brossura
Dimensioni: 29,7x21 cm.
Pagine: pp. 16
Descrizione: Catalogo illustrato a colori, 103 schede ragionate. Tiratura di 30 esemplari ad personam.
Bibliografia: Esposizioni: Museo della Scienza e della Tecnica di Milano nel 1999 - Salone del Libro di Torino 2007
Prezzo: N. D.ORDINA / ORDER
Archivio costituito da 103 pezzi (lettere, documenti, libri, fotografie e cartoline dal 1899 al 1911) accuratamente catalogati e descritti.

"Pietro Achille Cavalli Molinelli (Sale 1865 - 1958) fu il medico di bordo della Stella Polare, la nave che imbarcò la spedizione per la conquista del Polo Nord. Il 12 settembre 1899 la Stella Polare partì da Cristiania (l'attuale Oslo) capitale della Norvegia. I componenti della spedizione erano venti, undici Italiani e nove Norvegesi. Gli Italiani erano: il Duca degli Abruzzi Luigi Amedeo di Savoia, comandante della spedizione; l'allora capitano di corvetta Umberto Cagni e il suo vice Francesco Querini; Pietro Achille Cavalli Molinelli, medico di I classe della Regia Marina; Giuseppe Petigax, guida alpina; Alessio Fenoillet, guida alpina; Cipriano Savoie, guida alpina; Felice Ollier, guida alpina; Giacomo Cardenti, secondo nostromo; Simone Canepa, marinaio di II classe; Gino Gini, cuoco. La spedizione non raggiunse il Polo Nord (ci riuscirà l'americano Peary nel 1909) ma il 25 aprile 1900 Umberto Cagni, Giuseppe Petigax, Alessio Fenoillet e Simone Canepa piantarono il tricolore alla latitudine di 86° e 34', la latitudine più a nord mai raggiunta. Tre uomini dell'equipaggio morirono fra i ghiacci, gli altri tornarono profondamente segnati. Le ampie relazioni stese da Luigi Amedeo di Savoia, Umberto Cagni e Pietro Achille Cavalli Molinelli furono raccolte nel 1903 in un volume di quasi seicento pagine: «La Stella polare nel Mare Artico» (Milano, Hoepli). Ci sono la corrispondenza con il Duca degli Abruzzi e Umberto Cagni, le schede cliniche di parte dell'equipaggio, il manoscritto originale della relazione scientifica conclusiva, immagini e altri documenti che permettono di ricostruire l'impresa collocandola nel suo spazio più vivo e umano.Per esempio Luigi Amedeo, il Duca degli Abruzzi, che si preoccupa in una lunga lettera della conservazione dei viveri e dei reperti, calcola i costi, cerca di prevedere possibili necessità; le numerose lettere di felicitazione da parte di colleghi e amici da cui traspare la figura di un uomo amatissimo per la modestia, la competenza e la generosità come nella lettera struggente dell'ex macchinista Luciano Bolla, a cui Cavalli salvò la vita. Le felicitazioni lasciano trasparire insieme ai complimenti una partecipazione che va oltre ogni formalità, partecipazione a cui allude Giovanni Pascoli in uno dei due Inni dedicati all'impresa: "Questo è dall'ombre un ritorno! / Dante Alighieri ha sorriso. / Noi sedevamo; ed un giorno / vi pensammo all'improvviso. / L'anime nostre oscillare / sentivamo come l'ago del magnete, / tutte cercando inquiete / la Stella Polare..." (Giovanni Pascoli, «Al Duca degli Abruzzi e ai suoi compagni», Odi e Inni, v. 1-8).

ESAURITO

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