PALAZZESCHI Aldo
[Aldo Giurlani] (Firenze 1885 - Roma 1974)
Il controdolore. Manifesto futurista
Luogo: Milano
Editore: Direzione del Movimento Futurista
Stampatore: Stab. A. Taveggia - Via Ospedale 3
Anno: s.d. [29 dicembre 1913]
Legatura: volantino
Dimensioni: 29x23 cm.
Pagine: pp. 4 n.n.
Descrizione: prima edizione.
Bibliografia: Paolo Tonini, «I manifesti del Futurismo italiano», Gussago, Edizioni dell’Arengario, 2011: pag. 48, n. 69.1
Prezzo: € 900ORDINA / ORDER
Il manifesto, edito in volantino solo in versione italiana, verrà pubblicato anche in rivista su LACERBA, Anno II, n. 2, 15 gennaio 1914.
"Bisogna abituarsi a ridere di tutto quello di cui abitualmente si piange, sviluppando la nostra profondità. L'uomo non può essere considerato seriamente che quando ride. La serietà in tal caso ci viene dalla ammirazione, dall'invidia, dalla vanità. Quello che si dice il dolore umano non è che il corpo caldo e intenso della gioia ricoperto di una gelatina di fredde lacrime grigiastre. Scortecciate, e troverete la felicità. (...) Bisogna educare al riso i nostri figli, al riso più smodato, più insolente, al coraggio di ridere rumorosamente non appena ne sentano la necessità, all'abitudine di approfondire tutti i fantasmi, tutte le apparenze funebri o dolorose della loro infanzia, all'abitudine di servirsene per la loro gioia. (...) Ridere quando se ne ha voglia, quando cioè il nostro ingegno ce ne suggerisce il diritto, sviluppare questa che è la sola facoltà divina dell'essere umano. (...) Vogliamo perciò sistematicamente: 1. Distruggere il fantasma romantico, ossessionante e doloroso delle cose dette gravi, ridicolizzandole; 2. Combattere il dolore fisico colla parodia del dolore morale. Insegnare ai bambini delle boccacce e delle smorfie da opporre ai dolori, ai lamenti e ai pianti; 3. Svalutare tutti i dolori possibili, guardandoli da ogni lato, anatomizzandoli freddamente; 4. Invece di fermarsi nel buio del dolore, attraversarlo con slancio, per entrare nella luce della risata; 5. Crearsi da giovani il desiderio della vecchiaia, per non avere da vecchi la nostalgia della gioventù; 6. Trarre dai contorcimenti e dai contrasti del dolore gli elementi di una nuova risata; 7. Trasformare gli ospedali in ritrovi divertenti, mediante five o'clock thea esilarantissimi, café-chantants, clowns. Imporre agli ammalati delle fogge comiche, truccarli come attori, per suscitare tra loro una continua gaiezza. I visitatori non potranno entrare nelle corsie se non dopo esser passati per un apposito istituto di laidezza e di schifo, nel quale si orneranno di enormi nasi forunculuti, di finte bende, ecc.; 8. Trasformare i funerali in cortei mascherati (...). Modernizzare e rendere comfortables i cimiteri mediante buvettes, bars, skating, montagne russe, bagni turchi, palestre. Organizzare scampagnate diurne e bals masqués notturni nei cimiteri; 9. Non ridere nel vedere uno che ride (plagio inutile), ma ridere nel vedere uno che piange (...); 10. Trarre tutto un nuovo comico fecondo da una mescolanza di terremoti, naufragi, incendi, ecc.; 11. Trasformare i manicomi in scuole di perfezionamento per i professori che ci disapprovano".