NAZARIANTZ Hrand
(Uskudar, Costantinopoli 1886 - Casamassima, Bari 1962)
F. T. Marinetti ei Apagajapaštoitiine [F.T. Marinetti e il Futurismo]
Luogo: Costantinopoli
Editore: Onnik Parseghian e Figli
Stampatore: N. D.
Anno: 1910
Legatura: brossura
Dimensioni: 19x12,6 cm.
Pagine: pp. 37 (3)
Descrizione: copertina color verde, 3 ritratti fotografici di F.T. Marinetti virati in bleu, 3 caricature di F.T. Marinetti in nero (due di Enrico Sacchetti e una di Yambo). Testo in armeno. Esemplare intonso. Prima edizione.
Bibliografia: Claudia Salaris, «Bibliografia del Futurismo», Roma, Biblioteca del Vascello, 1988: pp. 111-112
Prezzo: € 1200ORDINA / ORDER
Esistono 3 versioni della copertina: fondo rosso (con illustrazioni fotografiche in bianco e nero), verde (con illustrazioni fotografiche virate in bleu) e bianco ((con illustrazioni fotografiche in bianco e nero).

"A Costantinopoli, sin dal 1910, si registra una notevole attenzione nei confronti del nascente futurismo, tanto che i giornali locali ne parlano ampiamente (...). Il poeta e critico armeno Hrand Nazariantz, amico di Lucini e di Cardile (che ne traduce le opere), legato alla fase versoliberista del movimento, a Costantinopoli pubblica nel 1910 un breve ma importante volumetto su «F.T. Marinetti e il fururismo»" (Claudia Salaris, «Storia del Futurismo», Roma, Editori Riuniti, 1992; pag. 145).

"Nazariantz conosceva bene Marinetti, sia per averlo incontrato nel 1911, sia, soprattutto per averlo tradotto in armeno ed avergli dedicato uno specifico e approfondito studio. Il padre era membro dell'Assemblea Nazionale Armena e deputato del collegio di Kum-Kapu. Trasferitosi in Europa in giovane età, studiò dapprima a Londra e poi a Parigi. Tornato in patria dopo questo periodo formativo, si dedicò all'attività letteraria e politica. Le pubblicazioni che egli animò furono tutte chiuse dal governo turco. A seguito dell'intensificarsi della ostilità di questo nei confronti degli armeni, si vide obbligato, avendo ricevuto una condanna a morte in contumacia, ad espatriare, e si stabilì a Bari - siamo nel 1913 -, dove divenne un animatore molto grintoso della vita culturale della città pugliese" (Salvatore Colazzo, in: Giuseppe Appella (a cura di), «Gli anni del futurismo in Puglia 1909-1944», Bari, Mario Adda, 1998; pp. 202-203).