LOUYS Pierre
(Pierre Louis, Gand 1870 - Paris 1925)
Aphrodite. Moeurs antiques. Illustrations de A. Calbet
Luogo: Paris
Editore: Librairie Borel, "Collection Edouard Guillaume «Nymphee»"
Stampatore: Imprimerie de la Nouvelle Collection Guillaume - Paris
Anno: 1896
Legatura: brossura
Dimensioni: 19,3x9,5 cm.
Pagine: pp. (12) 392 (6)
Descrizione: copertina illustrata a sanguigna, 1 illustrazione a sanguigna al controfrontespizio e numerose vignette di garbato erotismo di Antoine Calbet (Engayrac, Lot-en-Garonne 1860 - Paris 1944) in bianco e nero n.t. Varie fioriture n.t. Esemplare in buono stato di conservazione. Prima edizione illustrata.
Bibliografia: Giovanni Fanelli – Ezio Godoli, «Dizionario degli illustratori simbolisti e Art Nouveau», Firenze, Cantini, 1990, 2 volumi: vol. I pag. 79
Prezzo: € 180ORDINA / ORDER
"Romanzo pubblicato nel 1896. La vicenda si svolge nell'antica Alessandria, al tempo della regina Berenice, sorella di Cleopatra. Lo scultore Demetrios, amante della regina e idolo di tutte le belle Alessandrine, incontra una sera, accanto alla statua di Afrodite Astarte, sua opera prediletta, una tra le più belle cortigiane della città, la galilea Chrysis. Innamoratosi di lei, egli cede al capriccio dell'ambiziosa ragazza che gli chiede, come prezzo delle sue carezze, tre oggetti: lo specchio della cortigiana Bacchis, il pettine della moglie del Gran Sacerdote e la collana della dea Afrodite. Demetrios giura. Egli ruba dunque lo specchio a Bacchis e per questo misfatto l'innocente schiava Aphrodisia viene crocifissa, perché creduta colpevole; lo scultore prende quindi Tuni, la moglie del Gran sacerdote, innamorata di lui, e la uccide per rubarle il prezioso pettine. Infine, recatosi al tempio di Afrodite, Demetrios toglie al simulacro della Dea la famosa collana a sette fili di perle. Dopo questi misfatti Demetrios ha uno strano sogno durante il quale il suo amore per Chrysis si appaga e si esaurisce. Questa, che ha già assistito impassibile al supplizio di Aphrodisia, gioisce d'aver trionfato dell'uomo più fiero e desiderato d'Egitto. Ma Demetrios ora la respinge, sazio d'averla avuta in sogno; e alle disperate preghiere di Chrysis risponde chiedendole a sua volta un giuramento: porti ella i tre oggetti per i quali non ha temuto di precipitarlo in un triplice crimine. Chrysis appare nuda e ornata dello specchio, del pettine e della collana sul Faro di Alessandria. La folla crede di vedere Afrodite stessa; ma l'inganno è presto rivelato: la donna è condannata a bere la cicuta in carcere e sul suo corpo bellissimo e ancora tiepido Demetrios modella una statua immortale. (...) Il libro ebbe fortuna nel ristretto mondo degli esteti; il gran pubblico fu piuttosto attirato dalla licenziosità di alcune pagine. "Afrodite" fu considerato dalla critica francese il più popolare e il più riuscito dei romanzi parnassiani" (Gian Galeazzo Severi, in: AA.VV., «Dizionario letterario Bompiani delle Opere e dei Personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature», Milano, Bompiani, 1959-1966: vol. I pag. 40).
"Dall'agosto 1895 al gennaio 1896 fu pubblicata sul Mercure de France la preoriginale di «Aphrodite» (...). In tale edizione erano compresi due capitoli ed un passaggio estremamente liberi che furono soppressi in quelle successive e non ricomparvero che in un'edizione di lusso Crès del 1913 e in un'altra del 1928 (Tiflis, Bagratio Davidoff, 3 voll., ediz. di 166 es. num.); quest'ultima ormai assai rara a causa del sequestro di molti esemplari da parte della polizia parigina, e più completa, in quanto contiene in più un capitolo erotico inedito, scritto dal 1892 al 1894, oltre i passaggi di «Esclavage»" (Domenico Fusco, «Erotismo e pornografia nel romanzo francese moderno. Saggio critico-bibliografico», Torino, Berruto, 1948: pag. 55).
"Dall'agosto 1895 al gennaio 1896 fu pubblicata sul Mercure de France la preoriginale di «Aphrodite» (...). In tale edizione erano compresi due capitoli ed un passaggio estremamente liberi che furono soppressi in quelle successive e non ricomparvero che in un'edizione di lusso Crès del 1913 e in un'altra del 1928 (Tiflis, Bagratio Davidoff, 3 voll., ediz. di 166 es. num.); quest'ultima ormai assai rara a causa del sequestro di molti esemplari da parte della polizia parigina, e più completa, in quanto contiene in più un capitolo erotico inedito, scritto dal 1892 al 1894, oltre i passaggi di «Esclavage»" (Domenico Fusco, «Erotismo e pornografia nel romanzo francese moderno. Saggio critico-bibliografico», Torino, Berruto, 1948: pag. 55).







