MERCURI Anita
ABC Documento - n. 8. A morte lo studente
Luogo: Milano
Editore: S.E.A. Società Editoriale Attualità
Stampatore: Stabilimento Grafico Sabàto roto-tipo-lito - Milano
Anno: 1968 (20 maggio)
Legatura: brossura
Dimensioni: 23,3x16,5 cm.
Pagine: pp. 150 (2)
Descrizione: copertina illustrata con un ritratto fotografico di Daniel Cohn-Bendit, numerose fotografie in bianco e nero e alcune illustrazioni a colori n.t. Con una scelta di testi e documenti. A cura di Anita Mercuri. In appendice una raccolta di documenti: «Una guerra voluta dai banchieri 1915-18». Prima edizione.
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 150ORDINA / ORDER
Cronologia e documentazione della rivolta studentesca in Italia dal novembre 1967 al marzo 1968.

Rivista diretta da Silvio Biscàro. Titolo al retro di copertina: «Fuoco sulla scuola. Fatti e documenti della rivoluzione giovanile».

"E alla fine la rivolta è scoppiata... Gli studenti si sono costituiti in assemblee permanenti, così come nel corso di ogni rivoluzione, ogni classe sociale cui sono negati o misconosciuti determinati diritti rivendica il potere ponendosi essa stessa come organo detentore del potere medesimo... I rettori, le autorità, colti a tradimento, per qualche giorno sono rimasti a vedere. Per un attimo pensavano che dopo un po' tutto sarebbe sbollito... Invee a Torino, a Roma, a Milano, a Firenze, a Napoli, a Pisa, i professori sono stati messi da parte... Sono iniziati dei contro-corsi. I professori più intelligenti, gli assistenti più coraggiosi hanno preso a lavorare a fianco a fianco con gli studenti, apportando il loro contributo di esperti. E a questo punto è avvenuta la reazione delle autorità accademiche e della polizia. L'università, nella quale per secoli neppure gli imperatori più assolutisti avevano spedito le loro guardie, fu invasa dalla polizia con le armi in pugno e le sacche di bombe a mano a tracolla. Si verificarono scontri e battaglie nelle principali città italiane... Con gli universitari scesero in lotta gli studenti medi... I socialisti al potere, il governo dimissionario, il periodo preelettorale, in cui ogni ministro cerca di amm,antarsi di democrazia e comprensione, hanno impedito che la reazione poliziesca andasse oltre certi limiti. E di questo hanno approfittato gli studenti. La polizia assaltava le università di notte, ma di giorno, salvo i casi più gravi, seguiva i cortei in borghese. Si doveva a tutti i costi evitare il morto... Noi sappiamo che gli studenti che hanno avuto la spina dorsale frantumata dai colpi della polizia o gli studenti, che leggevano a voce alta gli articoli della Costituzione repubblicana mentre gli agenti entrati dai cunicoli trascinavano fuori i loro compagni, erano dalla parte giusta. Dalla parte della storia e della libertà" (pp. 5-6).