CRUDELI Tommaso
(Poppi 1703 - 1745)
Rime e prose del Dottor Tommaso Crudeli toscano
Luogo: Parigi [ma Pisa]
Editore: presso Gio. Claudio Molini [ma Capurro]
Stampatore: N. D.
Anno: 1805
Legatura: legatura coeva in mezza pergamena, tassello e fregi in oro al dorso
Dimensioni: 15x9,5 cm.
Pagine: pp. (10) X - 180
Descrizione: poesie e prose improntate a un erotismo di volta in volta garbato o satirico. Oltre alle rime, alcune delle quali inedite, il volume contiene «L'Arte di piacere alle Donne» e la «Cicalata Accademica». Esemplare proveniente dalla biblioteca privata del collezionista e studioso Franco Bandini, con sue annotazioni autografe a matita, mancante del ritratto, in buono stato di conservazione. Terza edizione delle poesie ma prima delle prose.
Bibliografia: Bartolomeo Gamba, «Serie dei testi di lingua e di altre opere importanti nella italiana letteratura scritte dal secolo XIV al XIX», Venezia, Co' tipi del Gondoliere, 1839: pag. 602 n. 2213
Prezzo: € 150ORDINA / ORDER
Tommaso Crudeli si laureò in legge a Pisa nel 1723 ma non volle esercitare la professione, dedicandosi alle lettere e all'insegnamento e rinunciando al maggiorascato in favore dei fratelli. Dopo un soggiorno a Venezia presso i conti Contarini si stabilì a Firenze, dove intrecciò stretti rapporti con il mondo culturale inglese, assieme ad un gruppo di fraterni amici tra cui Antonio Cocchi. Conformemente al suo pensiero eterodosso nel 1733, in S. Croce (Cappella de' Pazzi), lesse un'ode funebre per l'antiquario, numismatico e archeologo Filippo Buonarroti, che determinò la sua futura condanna da parte della Chiesa. Nel maggio 1735 fu ammesso alla loggia massonica di Firenze, la prima in Italia, fondata dagli inglesi. Il 9 maggio 1739 fu arrestato a Firenze e rinchiuso nelle carceri dell'Inquisizione in S. Croce. Dopo 16 mesi trascorsi in condizioni durissime, senza aver mai ceduto a rivelare i nomi di altri affiliati, nell'agosto del 1740 fu condannato per eresia e confinato nella propria casa a Poppi. Nei quattro anni di relegazione raccolse e dettò, tra i gravi postumi della carcerazione, la gran parte delle sue poesie e prose. Il 27 marzo del 1745 si spense a Poppi . La condanna per eresia non ebbe termine: la sua opera letteraria fu posta all'Indice e i suoi fratelli dovettero misconoscere ogni opera del congiunto.










