MARIANI Mario
[Mariano Mariani] (Roma 1883 - San Paolo del Brasile 1951)
Le signore per bene
Luogo: Milano
Editore: Casa Edtrice Sonzogno
Stampatore: Stab. Grafico Matarelli - Milano
Anno: s.d. [1922]
Legatura: brossura
Dimensioni: 18,5x12 cm.
Pagine: pp. 292 (4)
Descrizione: copertina illustrata a colori con un disegno di Marcello Dudovich (Trieste 1878 - Milano 1962), ritratto fotografico in bianco e nero dell'autore in terza di copertina. Racconti a sfondo erotico. Esemplare in discrete condizioni di conservazione. Prima edizione.
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 120ORDINA / ORDER
“Noi due siamo il capriccio, la follìa, il peccato, la verità, la libertà. Ma c’è un terzo fra noi, che tornerà fra poco: tuo marito. Ed egli è IL MONDO. Traduci: le idee accettate, l’ordine, il dovere, la vita, lo sbadiglio, la menzogna. Egli è persuaso che io sia qui, nel tuo salotto, sopra questi cuscini di seta, vicino alla tua pelle che odora di muschio, alla tua bocca che odora di sandalo, e che m’accontenti d’intravederla dagli sdruci della vestaglia la tua pelle, e che m’accontenti di sentirla parlare, la tua bocca. Egli che inganna trecento persone al giorno vendendo prodotti adulterati e cavillando su ambigue frasi di contratti, egli che è amico di tutti solo per potere accostar gente da truffare legalmente, stimerebbe obbrobrioso il tuo inganno, turpe la mia mancanza agli obblighi dell’amicizia. Quando egli comparirà su quella soglia di qui a un quarto d’ora, di qui a mezz’ora, entrerà con lui la vita ad ammazzare il sogno, la realtà ad accoppare la poesia, la volgarità a sgozzare la bellezza. Comparirà su quella soglia la consuetudine, la convenzione, la falsità. [...] Però, alla demanda che egli ripete sempre per sollevarmi un nuvolone nero davanti agli occhi, alla sacramentale domanda che sembra picchiare alle porte dell’inferno perché si spalanchino e m’inghiottano, al suo «dove vuoi andare a finire?», questa sera avrei voglia di rispondere serenamente: «A letto con tua moglie». Chi sa che faccia farebbe? Io mi sono inimicato con mezzo mondo perché tutte le persone con le quali m’accozzavo a caso per strada o volevano insegnarmi qualcosa o volevan regalarmi dei consigli. Oh potessi vendicarmi una volta!… Dire a tuo marito con calma: - Io voglio finire a letto con tua moglie. Anzi ci son già finito e più d’una volta. Perché tua moglie è la mia amante e appunto perché è la mia amante vale qualcosa: è una donna dell’arte. Se fosse semplicemente tua moglie, sarebbe una donna della specie. Le donne dell’arte e della poesia son tutte adultere e peccatrici; han nome Clitennestra e Fedra, Mirra e Medea, Semiramide ed Erodiade, Isotta e Francesca, Lucrezia Borgia e Maria Stuarda. E tua moglie, che è la poesia, ama me perché sono la follia, il sogno, il capriccio; non te che sei la noia, il costume, la mediocrità: il MONDO. - Chi sa che faccia farebbe? Forse tirerebbe fuori un comunissimo revolver e - bum! bum! - ci ammazzerebbe. Vieni. Siediti sulle mie ginocchia, baciami in bocca ed aspettiamo che entri, abbracciati, così… Forse ci ammazzerà. E sarà giusto perché, da che mondo è mondo, la volgarità ha sempre ucciso il sogno, la stupidità ha sempre ucciso la bellezza. E noi due abbiam bisogno di morire perchè siamo tristi di felicità” (dal «Discorso da non prendersi sul serio», pp.11-17).

