NOTARI Umberto
(Bologna 1878 - Perledo Varsina, Como 1950)
Quelle Signore (Scene di una grande città moderna) - [...] - Nuova edizione
Luogo: Milano
Editore: Amministrazione Notari
Stampatore: Tip. Lit. A. Barion - Sesto S. Giovanni
Anno: s.d. [1908/1909]
Legatura: brossura
Dimensioni: 19,5x13 cm.
Pagine: pp. 224
Descrizione: copertina illustrata con un ritratto fotografico dell'autore virato in seppia applicato, titoli in nero e verde su fondo chiaro. Menzione in copertina: «Edizione definitiva - 118° migliaio». In appendice un breve resoconto dei due processi e una "prefazione polemica «Alla signorina Irma Gramatica»". Esemplare con timbro originale «Amministrazione Notari» in terza di copertina, brunito, con piccole mancanze ai margini della copertina che non ledono il testo, in discreto stato di conservazione. Edizione definitiva.
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 120ORDINA / ORDER
Al frontespizio è dichiarato: "Con l'aggiunta del resoconto completo del processo, le deposizioni complete dei periti: E.A. Butti, G. Antona Traversi, Giovanni Borelli, F.T. Marinetti, e le arringhe dei difensori: On. Berenini, On. Carlo Fabri, Avv. Sarfatti, Avv. Molesini, Avvocato Passerini". In realtà c'è solo un breve riassunto dei due processi e la "prefazione polemica contro la signorina Irma Gramatica" (dichiarata in copertina) mentre sono completamente omessi i testi delle deposizioni.

Il libro, pubblicato nel dicembre 1904 per la «Società degli scrittori italiani di Milano» e stampato dal tipografo Pietro Redaelli, viene sequestrato una prima volta nel gennaio 1905 per ordine del Procuratore di Parma (ordinanza del 23 dicembre 1904). Il processo, iniziato il 22 giugno 1906, si concluse il 23 giugno con sentenza di assoluzione per inesistenza di reato. Subito ristampato, l’editore (Società Editoriale Milanese) aggiungeva in appendice il resoconto del dibattimento a porte chiuse, a cui avevano partecipato in veste di difensori o di periti illustri personalità della cultura. Il libro venne nuovamente sequestrato per ordine del Tribunale di Milano a causa della pubblicazione di quel resoconto. Il secondo processo, iniziato il 2 febbraio 1907, si conclude il 5 febbraio con una sentenza che inibiva la pubblicazione del resoconto, comminando una multa di 200 lire a Notari e 100 lire al tipografo.

“Assolto per inesistenza di reato, «Quelle signore» in verità è un romanzo scritto con una certa spigliatezza, in uno stile sobrio ma vivace, che ha tuttavia più del grottesco che dell’osceno: c’è la retorica, sia pure divertita e a tratti ricca di amaro umorismo, della prostituta costretta per campare a «fare il mestiere»; ci sono i pervertimenti della società bene, a cominciare dalla magistratura stessa, un rappresentante della quale riceve dalla bocca di Marchetta - come disse orripilato il pubblico ministero nella sua requisitoria - «le soddisfazioni dei suoi bassi istinti»; c’è la dissacrazione dei generali falsamente puritani e dei deputati incorruttibili; il tutto tra la satira e il realismo, un occhio al sesso da sfogare e l’altro alla corruzione da reprimere” (Piero Lorenzoni, «Erotismo e pornografia nella letteratura italiana. Storia e antologia», Milano, Edizioni del Formichiere, 1976: pag. 133).