NOTARI Umberto
(Bologna 1878 - Perledo Varsina, Como 1950)
Quelle Signore. Scene di una grande città moderna - Romanzo sequestrato e processato per oltraggio al pudore - Assolto per inesistenza di reato - (Sentenza 23 giugno 1906, R. Tribunale Penale di Parma)
Luogo: Milano
Editore: Società Editoriale Milanese
Stampatore: Tip. dello Stabilimento della Società Editoriale Milanese - Sesto S. Giovanni
Anno: s.d. [febbraio/marzo 1907]
Legatura: legatura coeva in mezza pelle, titoli in oro al dorso
Dimensioni: 19,3x17,4 cm.
Pagine: pp. 351 (1)
Descrizione: 29 illustrazioni in bianco e nero a mezza tinta a piena pagina di Cesare Tallone; 11 illustrazioni al tratto di cui 8 di Enrico Sacchetti e 3 di Ugo Valeri. Edizione che riproduce in appendice: 1) Riassunto del dibattimento pubblico e sentenza del Processo di Parma; 2) Il resoconto stenografico del pubblico dibattimento del processo di Milano, le impressioni relative e il riassunto della sentenza; 3) «L'affaire Notari» di Filippo Tommaso Marinetti, pubblicato sul Gil Blas di Parigi; 4) «Alla signorina Irma Gramatica attrice del Teatro Drammatico Italiano» di Umberto Notari. Prima edizione illustrata.
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 250ORDINA / ORDER
IIl libro, pubblicato nel dicembre 1904 per la «Società degli scrittori italiani di Milano» e stampato dal tipografo Pietro Redaelli, viene sequestrato una prima volta nel gennaio 1905 per ordine del Procuratore di Parma (ordinanza del 23 dicembre 1904). Il processo, iniziato il 22 giugno 1906, si concluse il 23 giugno con sentenza di assoluzione per inesistenza di reato. Subito ristampato, l’editore (Società Editoriale Milanese) aggiungeva in appendice il resoconto del dibattimento a porte chiuse, a cui avevano partecipato in veste di difensori o di periti illustri personalità della cultura. Il libro venne nuovamente sequestrato per ordine del Tribunale di Milano a causa della pubblicazione di quel resoconto. Il secondo processo, iniziato il 2 febbraio 1907, si conclude il 5 febbraio con una sentenza che inibiva la pubblicazione del resoconto, comminando una multa di 200 lire a Notari e 100 lire al tipografo.
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“Assolto per inesistenza di reato, «Quelle signore» in verità è un romanzo scritto con una certa spigliatezza, in uno stile sobrio ma vivace, che ha tuttavia più del grottesco che dell’osceno: c’è la retorica, sia pure divertita e a tratti ricca di amaro umorismo, della prostituta costretta per campare a «fare il mestiere»; ci sono i pervertimenti della società bene, a cominciare dalla magistratura stessa, un rappresentante della quale riceve dalla bocca di Marchetta - come disse orripilato il pubblico ministero nella sua requisitoria - «le soddisfazioni dei suoi bassi istinti»; c’è la dissacrazione dei generali falsamente puritani e dei deputati incorruttibili; il tutto tra la satira e il realismo, un occhio al sesso da sfogare e l’altro alla corruzione da reprimere” (Piero Lorenzoni, «Erotismo e pornografia nella letteratura italiana. Storia e antologia», Milano, Edizioni del Formichiere, 1976: pag. 133).










