SILONE Ignazio
[pseudonimo, poi nome legale di Secondo Tranquilli] (Pescina, L'Aquila 1900 - Ginevra 1978)
Il seme sotto la neve. Romanzo
Luogo: Roma
Editore: Editrice Faro
Stampatore: Stabilimento A. Staderini - Roma
Anno: 1945 (luglio)
Legatura: brossura
Dimensioni: 19,2x13,6 cm.
Pagine: pp. 452 (4)
Descrizione: copertina illustrata con un disegno in verde di autore anonimo su fondo beige. Tracce d'uso e brunitura dovuta alla qualità della carta. Terza edizione assoluta, ma prima stampata in Italia.
Bibliografia: AA.VV., «Dizionario universale della letteratura contemporanea», (Milano), Arnoldo Mondadori, 1959-1963: vol. IV pag. 488
Prezzo: € 120ORDINA / ORDER
"Romanzo composto in esilio, nel 1939-40; pubblicato all'estero in lingua tedesca [Zurigo / New York, Oprecht, 1941] e italiana [Lugano, Nuove Edizioni di Capolago, 1942] (...). Nel 1961 uscì una seconda edizione rielaborata dall'autore. Protagonista è ancora il Pietro Spina di «Vino e pane» che, ripudiando l'impegno rivoluzionario nella lotta organizzata, persegue ora un'ideale di libertà e di purezza interiore. Pietro è fuggiasco e rimane nascosto nella casa della nonna Maria Vincenza, che cerca di ottenere dalle autorità la sua riabilitazione. Pietro non desidera il perdono ed è ormai stanco del soggiorno forzato in casa Spina. Lo distoglie dalla sua inerzia l'ansia dolorosa per la sorte di un giovane sordomuto, l'Infante (personaggio già apparso in «Vino e pane»), che i carabinieri hanno arrestato e poi rilasciato. Con l'Infante Pietro si rifugia nel tugurio di Simone Ortiga, che diviene ora la sede di una comunità fraterna, ispirata a un'ideale di anarchismo cristiano. Nel cuore della sua terra, Pietro si sente «seme sotto la neve». Qui avviene l'incontro con Faustina: fra i due nasce un rapporto affettivo intenso, ma estremamente casto e delicato. (...) Ma sono ancora le sventure dell'Infante, il giovane che Pietro ha iniziato ai misteri del linguaggio e della fraternità umana a risultare determinanti. Il padre dell'Infante, tornato dall'America, ha preso in consegna il figlio, che tuttavia non intende soggiacere alla sua volontà. Quando il giovane sordomuto uccide il padre con una coltellata, Pietro, in un supremo impulso di sacrificio, si consegna ai carabinieri attribuendosi la colpa dell'omicidio" (AA.VV., «Dizionario della letteratura italiana contemporanea», Firenze, Vallecchi, 1973: vol. II pag. 574).