CASABELLA
Vestire le ignude. Disegni di Manzi
Luogo: Milano
Editore: Caregaro Editore - Edizioni Alpe, "Così per Ridere"
Stampatore: Arti Grafiche Valsecchi - Milano
Anno: 1945 (12 giugno)
Legatura: brossura, sovraccopertina
Dimensioni: 18,3x12 cm.
Pagine: pp. 251 (5)
Descrizione: copertina illustrata con un disegno in bianco e nero su fondino rosa e 16 illustrazioni a piena pagina al tratto n.t. di Riccardo Manzi. Ignota l'autrice del testo, che si firma con lo pseudonimo di "Casabella" e solo dichiara in qualche passo di essere donna. La citazione di Jean Cocteau e i raffinati riferimenti storici, la leggerezza e l'ironia dello stile, fanno pensare a un ambiente colto e mondano come quello della borghesia milanese dell'immediato dopoguerra. Prima edizione.
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 120ORDINA / ORDER
"Vestire le ignude è la storia delle sarte celebri, delle bellezze famose viste da Casabella. 800, 900, 2000, il mondo che gira; indossatrici, uomini che pagano e mogli infedeli; il retroscena piccante del gran mondo. Tutto in passerella, tra un can can di pettegolezzi e un commento malizioso dell'orchestra. E' un superspettacolo di varietà intorno alla moda" (dal risvolto di copertina).

“Tutti questi mutamenti e queste incertezze della moda, questo ripetersi e contraddirsi, questo farsi e rifarsi e ridistruggersi può far ridere e sorridere, può suscitar compassione e disprezzo. Ma bisogna anche saperli intendere. «La moda ha la sua legge tragica. E quell’aria condannata le conferisce una certa nobiltà...». E’ Cocteau che parla, Cocteau, scrittore sinuoso come un otto volante e amaro come un astragalo con la saccarina, che della moda ha capito tutto il senso e il nonsenso. [...] Sarebbe veramente interessante ritrovare, in un museo non già Nazionale ma Internazionale, ritrovare miracolosamente intatti tutti gli abiti portsti dalle donne che hanno popolato il passato, dalle donne importanti brutte belle e cattive che hanno fatto in qualche modo parlare di sé, che si sono agitate dietro allo schermo della politica e della storia. [...] Sarebbe facile allora accorgersi che la moda, avendo l’aria di cambiare continuamente, continuamente si ripete. Proprio come la storia del mondo. Sarebbe facile accorgersi che la storia del mondo è tutta lì. Fra quei festoncini, quelle roselline, quei velluti quei broccati: che comincia e finisce fra le dita bucate dall’ago di centinaia, di migliaia di sarte. Ci sarebbe solo un dubbio: sono le sarte che seguono la storia o la storia che segue le sarte? Al quale non posso rispondere. Perché sono donna e assai sciocca. E mi verrebbe la tentazione assurda di dimostrare che è la storia che segue le sarte, la storia, poveretta, che si piega, si curva, cammina, torna su se stessa per seguire le evoluzioni, le esitazioni, gli slanci delle loro abili mani. [...] Ma mi guardo bene dal farlo. Mi limito a osservare che le sarte, e gli stracci sontuosi che esse vanno tanto abilmente manipolando, hanno, sul cammino degli uomini e delle cose, una importanza enorme” (pp. 159 - 162).

ALTRO ESEMPLARE: esemplare mancante della sovraccopertina. € 40