NANNETTI Vieri
(Firenze 1895 - Firenze 1957)
La guerra ritorna
Luogo: Firenze
Editore: Edizioni di Solaria
Stampatore: Tipografia Fratelli Parenti di Giuseppe
Anno: 1935 (30 marzo)
Legatura: brossura
Dimensioni: 19,8x14 cm.
Pagine: pp. 228
Descrizione: copertina con titoli in nero e rosso su fondo beige. Esemplare nella tiratura riservata alla vendita. Ottimo stato di conservazione. Prima edizione.
Bibliografia: AA.VV., «Dizionario generale degli autori contemporanei», Firenze, Vallecchi, 1974: pag. 890
Prezzo: € 150ORDINA / ORDER
Dichiarazione della tiratura: "L'edizione originale di quest'opera si compone di n. 200 esemplari numerati da 1 a 200 dei quali i primi 20 su carta doppio Guinea. Abbiamo stampato inoltre una tiratura fuori serie riservata alla vendita".

Commossa e lucida rievocazione dell'esperienza di guerra, lontana da ogni enfasi nel tentativo di cercare un senso nel disastro e nell'orrore e di conciliare la "reltà flagrante" con quella della memoria: "... intorno a quelle tracce di camminamenti e di opere che ancora resistono specialmente sulle posizioni più alte, accanto a quelle ferite della terra così tarde a rimarginare e spesso trasformate in fossati pieni di rovi [...], non sono mai gli episodi di dolore, non i corpi rovesciati e non le voci disperate, e nemmeno il fracasso o la crudeltà o l'orrore che rivivono, ma invece le parole di minor conto, gli aspetti più graziosi, il balenare delle facce addormentate, la clemenza del plenilunio, la voce delle acque frettolose e cordiali, il colore del cielo ed il senso della stagione che allora stava svolgendosi. E succede anche, altre volte, che un altro effetto, non meno piacevole, sorga dall'incontro dei due aspetti, delle due realtà, quella flagrante e quella commemorativa: che cioè sia proprio quest'ultima quella autentica e duratura, e che quindi quelle case o capanne, quelli alberi ora vigorosi e pieni, e quelle rocce o quei pascoli, più che al canto degli uccelli, ai muggiti ed a tutte le voci della vita normale, appartengano a quelle delle mitragliatrici e delle accese artiglierie. Si crede, in altre parole, che fu quella di un tempo la realtà che consacrò questi luoghi e che, colla responsabilità di un'ora travagliata e solenne, li consegnò alla storia delle cose, concedendo loro la gloria di una fissità piena di affetto ed anche di riconoscenza nel cuore di tutti coloro che non vogliono dimenticare" (pp. 17-18).