JOHNSON Jed
Il male di Andy Warhol [Andy Warhol's Bad]
Luogo: (Roma)
Editore: Dear International
Stampatore: Rotograph - Roma
Anno: 1977
Legatura: poster impresso al solo recto
Dimensioni: 47x64 cm.
Pagine: N. D.
Descrizione: composizione di fotogrammi a colori. Pubblicato per la prima edizione italiana del film prodotto da Andy Warhol e Jeff Tornberg. Alcuni tagli, senza mancanze, ai margini. Edizione originale.
Bibliografia: N. D.
Prezzo: € 150ORDINA / ORDER
Ultimo film prodotto da Warhol, regia di Jed Johnson, soggetto e sceneggiatura dichiarati di Pat Hackett e George Abagnolo. Apparentemente tranquilla casalinga, Hazel è invece una diabolica assassina che si circonda di ragazze le quali, a loro volta, uccidono su commissione. Tutto va bene all'organizzazione che le donne hanno messo in piedi, finché non si inserisce l'elemento maschile che manda tutto a rotoli.

"A Jed Johnson si deve quello che è considerato, a tutti gli effetti, l’ultimo film di Andy Warhol. «Il male di Andy Warhol» (1976), assume nella logica del cinema narrativo i temi tradizionali del cinema underground, soprattutto per quanto riguarda il rifiuto della psicologia e il totale disprezzo per la verosimiglianza. Si narra della storia della signora Hazel Aiken, in apparenza una laboriosa casalinga, che accumula dollari dirigendo un’anonima assassini, tutta composta di ragazze disposte a eseguire i delitti su ordinazione per pochi dei dollari richiesti dalla mediatrice. Nella casa della Aiken vivono anche la nuora di lei, Mary, con un figlio Down e la madre anziana. A volte vi passano ore o nottate le ragazze-killer; un giorno vi si impianta da padrone L.T., un giovanotto che si è reclamizzato con una bella collezione di morti ammazzati e che Hazel intende usare per l’eliminazione di un fanciullo di famiglia borghese anormale. Mentre le ragazze compiono puntualmente i loro feroci compiti, L.T., messo di fronte al fanciullo disabile che deve uccidere, si ribella. Nel frattempo il poliziotto negro Hughes, a conoscenza delle attività della banda Aiken e disposto a proteggerla in cambio di una denuncia ogni tanto o della concessione delle grazie della Aiken che concupisce, viene rigettato e offeso dalla stessa. La uccide soffocandola nell’acqua di un lavandino. [...] Nel film di Johnson la follia si consuma in uno scenario di inquietante normalità tra individui laidi e mostruosi, in uno scenario pessimisticamente dominato dall’inferno del denaro e da una feroce soggezione alla modernità della tecnica. Sembra che Warhol abbia affidato al suo compagno Johnson solamente la regia del lavoro (anche se si ritiene che il suo ruolo abbia riguardato la scenografia e le luci)" (Beniamino Biondi).